Finanza
Elezioni 2013: centrosinistra diviso
Spunta il nome di Stefano Carmassi, dirigente Arci. Una candidatura sulla quale non convergerebbe un Pd lacerato
di Donatella Francesconi
VIAREGGIO
«Io sono stato chiaro: sulla mia persona ci deve essere una convergenza minimo di tutta la sinistra viareggina...». Stefano Carmassi, vice presidente dell’Arci Versilia, incarichi nella stessa associazione a livello regionale nazionale, è il nome che circola da qualche settimana come possibile candidato a sindaco per quella sinistra che non si riconosce nel Partito democratico. «L’Arci - spiega Carmassi, 41 anni - è sempre stata, per la sua storia, un punto di equilibrio per le forze politiche ed in particolare quelle della sinistra,. Una mia candidatura non potrebbe che avere lo stesso senso...». Carmassi, dunque, correrebbe per le amministrative del 2013 solo se sul suo nome si trovasse l’accordo tra Federazione della sinistra (Rifondazione più Pdci), Sinistra ecologia e libertà, l’Italia dei valori. Con un’operazione simile a quella fatta a Milano, spiega l’interessato: Non so in che modo si stiano parlando le forze politiche - continua Carmassi -: per conto mio ho detto di essere a disposizione ma con la condizione che ho detto». Nello scenario di un governo della città alternativo all’attuale, Carmassi lancia un segnale chiaro: «Non è presto per fare operazioni di rilancio della città su temi alti. Per quanto mi riguarda ho un’idea di futuro della città che passa dalla inevitabile necessità di poter amministrare a costo zero. E, allora, davvero tornano in campo le visioni politiche».
Il nome di Carmassi non è di quelli sui quali potrebbe converge il Partito democratico, tutto preso - sottolinea il dirigente dell’Arci - «da un autismo politico tutto interno».
In realtà un vero e proprio dibattito interno nel secondo partito della città non si è ancora aperto. Di sicuro c’è chi sta lavorando per una candidatura che possa mettere d’accordo tutti. Magari non per principio ma grazie agli accordi interni. Si fa così il nome di Alberto Corsetti, segretario versiliese che il Pd viareggino non ama particolarmente. Di area bersaniana, Corsetti rappresenterebbe un’area per così dire di ex marcucciani che potrebbero ritrovarsi “liberi” dall’amletico dilemma della candidatura di Fabrizio Manfredi, per dieci anni assessore all’urbanistica, che le segreterie versiliesi e pisane del partito stanno cercando di piazzare alla presidenze del Parco naturale..
L’area che contrasta la candidatura di Corsetti pensa di poter puntare su Glauco Dal Pino, segretario comunale, rappresentante di un’area “giovane” del Partito democratico che mette insieme i voti nelle assemblee interne ma pochissimo esprime, segretario compreso, sui problemi della città. Tanto che alla fiaccolata del Varignano si sono visti solo i consiglieri comunali del Pd, capitanati dal capogruppo Antonio Batistini, il quale da tempo pensa ad una “lista” del gruppo consiliare.
Tra i possibili candidati Pd circola da mesi il nome di Massimo Lucchesi, ex direttore dell’Apt tornato al suo incarico di dirigente del Consorzio di bonifica del Bientina. Uomo di possibili larghe intese, Lucchesi è pochissimo conosciuto in città e, soprattutto, davvero troppo poco si è fatto fin qui sentire.
A sinistra c’è, poi, l’incognita Sel che sembra voler correre con un proprio candidato. Il nome potrebbe essere quello di Milziade Caprili, già senatore di Rifondazione, oggi consigliere comunale e presidente della Croce Verde. Che, però, al momento tiene aperte tutte le porte.
In attesa che si scoprano le carte c’è almeno una certezza: le prossime amministrative si declinano tutte al maschile.
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