La protesta
Furti al chiosco, un arresto La titolare l’ha identificato
Operazione dei poliziotti di quartiere. L’uomo stava nascondendo un giubbotto Fondamentale la collaborazione della commerciante derubata per ben tre volte
VIAREGGIO
Dallo spaccio ai furti. Di abbigliamento, per rivestire il “popolo” dei cittadini stranieri che anche a Viareggio affollano le fila della microcriminalità. Mohamed Moss, 42 anni, nazionalità algerina, è stato arrestato dagli agenti del commissariato diretto da Leopoldo Laricchia. L’accusa è di essere l’autore dei ripetuti furti ai danni di Barbara Lencioni, commerciante del mercato presa di mira tre volte dalla fine del 2011 ad oggi.
La titolare del chiosco svaligiato a più riprese non solo ha denunciato i furti. Ma ha riconosciuto per strada i propri capi di abbigliamento indossati da un uomo che le ha risposto di averli acquistati a Pisa, salvo poi darsi alla fuga una volta che la donna aveva chiamato la polizia. In commissariato la commerciante ha anche riconosciuto la persona con la quale aveva avuto lo scambio di parole, proprio davanti al chiosco, nelle foto che gli agenti le hanno sottoposto.
Al caso hanno lavorato gli agenti di quartiere che si sono messi sulle tracce di Mohamed Moss. Il quale, in questi giorni, ha provato a mettere a segno altri colpi. Come quello al banco di un commerciante cinese che è riuscito a recuperare la merce sottratta ma agli agenti ha negato il fatto. Che pure è avvenuto sotto gli occhi di molti altri commercianti del Piazzone.
Nel pomeriggio di venerdì, Mohamed Moss è stato individuato in via Battisti mentre, una volta visti gli agenti, tentava di nascondere un giubbotto poi risultato rubato. L’uomo, già indagato dal commissariato nell’ambito dell’operazione “Torre Matilde” (2010) che ha stroncato un giro di spaccio di droga, è considerato dalla polizia «l’autore o comunque il ricettatore principale dei furti di abbigliamento avvenuti al mercato negli ultimi giorni». I capi rubati, felpe, jeans, giubbotti e scarpe sportive finiscono per vestire i numerosi nordafricani che, tra crisi dell’occupazione e immigrazione clandestina, vivono ormai solo di quelli che le forze dell’ordine definiscono «episodi di criminalità predatoria di strada».(d.f.)
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