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Versilia

Fs contro la Procura: indagini tardive

Fs contro la Procura: indagini tardive

L’avvocato: ci si aspetta migliore accortezza da chi è deputato ad una ricostruzione dei fatti corrispondente alla realtà

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di Donatella Francesconi

VIAREGGIO

«La ricerca della verità, soprattutto nel rispetto delle vittime di quella tragedia, imporrebbe perciò migliore accortezza da parte di chi è istituzionalmente deputato ad una ricostruzione dei fatti corrispondente alla realtà». Così si conclude la nota diffusa dall’avvocato Ambra Giovene «anche a nome dei difensori del gruppo Fs, nella vicenda giudiziaria relativa alla strage alla stazione di Viareggio».

La nota dell’avvocato arriva in risposta a quella diffusa dalla Procura di Lucca, a firma del Procuratore capo Aldro Cicala, al termine dell’incontro con la commissione di indagine istituita dal ministero dei trasporti sul disastro ferroviario che per la prima volta, nella nota dell’avvocato Giovane, anche Ferrovie definiscono «strage». Visto il comunicato della Procura di Lucca - scrive l’avvocato - «non ci si può esimere da alcune osservazioni critiche. Appare straordinario che la Procura della Repubblica di Lucca affidi a "comunicati stampa" i risultati di accertamenti unilaterali, sempre più tardivi e per conseguenza sempre meno affidabili, pur a fronte degli esiti cristallini di una perizia collegiale disposta (e sostanzialmente avallata) da un giudice, svolta per parecchi mesi nel contraddittorio e con il contributo di tutte le parti».

Il riferimento è alle indagini ancora aperte, condotte passo dopo passo a ritroso nell’inchiesta fin qui messa in piedi per esaminare il lavoro fatto alla luce degli esiti di un incidente probatorio nel corso del quale i periti del gip si sono schierati con la tesi di Ferrovie. Quella per cui a forare la cisterna sarebbe stato un pezzo dello scambio e non uno dei picchetti di regolazione delle curve.

«Sorprende ancor più - continua la nota dell’avvocato - che si affermi poi, contrariamente al vero, che i picchetti sarebbero stati qualificati in termini di pericolosità da leggi dello Stato o da disposizioni regolamentari adottate dalle stesse Ferrovie. Mentre non esistono leggi che disciplinino simili elementi infrastrutturali, nessuna delle disposizioni emanate da Fs in materia contiene il minimo cenno a fattori di rischio. D'altra parte, lo stesso consulente della Procura, professor Toni, ha sottolineato come nessuna delle specifiche tecniche di riferimento indicasse "tra gli obiettivi quello di rimuovere ostacoli pericolosi per la circolazione ferroviaria"».

Per dovere di cronaca va ricordato come - e lo sottolineano le relazioni dell’ispettore capo della Polfer, Angelo Laurino, incaricato dalla Procura - fin dal 1932 le stesse Ferrovie hanno considerato i picchetti come «ostacoli». E che così li classifica l’attuale legislazione. Al punto che lo stesso Laurino ne sottolinea la pericolosità. Ma nella perizia del professor Toni - obietta l’avvocato di Fs - si legge che «in ambito ferroviario il picchetto non è mai stato avvertito come fattore di rischio (...). Eppure la perizia del professor Toni prende in esame ben quattro «elementi di pericolosità» di un picchetto (pag. 55 della stessa perizia).

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