Il Tirreno

Versilia

Mille fiaccole nella notte del Varignano

Mille fiaccole nella notte del Varignano

Tanti giovani e famiglie all’iniziativa promossa da parrocchia, scuola ed associazioni dopo i furti, le violenze, i vandalismi

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di Donatella Francesconi

VIAREGGIO

«Se non si partecipa a nulla, che si vuole sperare...». Prende il lumino dale mani dei ragazzini del Varignano e commenta così la signora Paola Lazzerini. Che aggiunge: «Io sono del Terminetto ma siamo lì... e qui abita mia sorella...». Una frase, poche parole, che rendono tutto il senso di una fiaccolata per la legalità che il quartiere ha voluto organizzare non solo per difendersi ma anche per ribadire la bontà di una proposta: quella che da oltre un anno vede riunirsi, intorno all’asse della parrocchia, la scuola, le associazioni, il mondo del volontariato.

«Aprono i ragazzi del quartiere», annuncia don Marcello Brunini, diventato in poco tempo l’anima di una comunità che aveva bisogno di ritrovarsi. I ragazzini e le loro coetanee, ma anche tanti bambini, e le famiglie con i più piccoli nel passeggino e gli altri per mano: uno sciame di giovanissimi, la vera forza di un quartiere che non offre né attività, né spazi, al di là degli impianti sportivi tenuti aperti faticosamente dalle associazioni che sempre meno ce la fanno ad andare avanti.

Lumini nella notte. Che, come in ogni periferia del mondo, sembra ancora più buia. Di luci, ma anche di vita. «Ma che è successo che c’è tutta questa polizia? E’ capitato qualcosa, eh signò?». La voce è quella di un uomo che rientra a casa quando la fiaccolata è appena terminata. In realtà, in giro, ci sono solo le auto della polizia municipale. Ma la reazione è emblematica: i lampeggianti al Varignano non possono significare che guai. D’altra parte ad un passo da dove avviene questa stralunata conversazione meno di tre mesi fa sibilavano i proiettili, quelli che hanno ferito uno straniero a bordo di un Suv, in pieno pomeriggio, tra ragazzini in giro e donne a fare la spesa.

Poi, è cronaca di questi giorni, nel giro di una settimana sono state prese di mira la canonica, le scuole elementari “Malfatti”, le medie “Lenci”. Tre soggetti impegnati negli incontri del “Tavolo della partecipazione. Senza dimenticare il circolo “il Fienile” ormai al centro del “triangolo” dello spaccio.

Dalle finestre qualcuno guarda. Chi sfila agita le fiaccole, all’indirizzo delle serrande chiuse. Quartiere di anziani e di bambini. Quartiere che ha paura di ciò che viene da fuori, lo straniero di qualsiasi nazionalità sia, ma deve fare i conti sulla “rete” di sostegno di casa propria per le attività criminali stesse, primo fra tutti lo spaccio. Lo raccontano le operazioni di polizia e carabinieri degli ultimi anni ed i numerosi arresti per quelle vicende.

«Abito in centro a Viareggio, ma sono orginario di qui e poi mi dò da fare con lo sport, per i ragazzi..». Dialogo tra ex insegnanti di scuola superiore che si ritrovano a sfilare alla luce delle fiaccole, nel freddo e nel buio che si riscalda quando don Marcello - al ritorno nel piazzale della chiesa - chiude la manifestazione con un’esortazione: «Facciamoci un saluto tra di noi, perché solo un saluto può aiutarci a vivere il quartiere». Tra il migliaio di persone in strada scoppia l’applauso.

Forse non «c’era la città», commenta Milziade Caprili, presidente della Croce Verde che siede al Tavolo della partecipazione.

E non c’erano neppure la Giunta e tantomeno l’assessore alla polizia municipale Athos Pastechi che il sindaco Lunardini giustifica così: «Quando c’è il sindaco basta. O no?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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