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Versilia

Pineta minacciata dai bivacchi

Pineta minacciata dai bivacchi

Sporcizia e fuochi accesi da chi cerca riparo: la protesta dei commercianti

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VIAREGGIO

Continuano incessanti i bivacchi in pineta di ponente. È impossibile non notare lo stato di incuria e abbandono in cui versa quello che dovrebbe essere il polmone verde di Viareggio.

Cartacce, bottiglie buttate a terra, panchine dissestate, alberi caduti e spaccio, fanno parte di un viaggio nel degrado che è sotto gli occhi di tutti, ma questa volta alle proteste di cittadini e commercianti si aggiungono i fuochi che vengono accesi, probabilmente da extracomunitari o senza tetto per riscaldarsi, nei pressi di ristoranti, noleggi e chioschi.

«La situazione è inquietante - spiega la titolare di un'attività in pineta, che per paura di ripercussioni preferisce rimanere ignota - e se accendono dei fuochi c’è il serio rischio che si appicchi un incendio, con tutti gli alberi che ci sono. Lo stato della pineta è decisamente peggiorato negli ultimi mesi: bivacchi, sporco in ogni angolo, spaccio incrementato e innumerevoli biciclette gettate nei fossi, fanno da contorno ad una realtà disarmante, in cui chi ci rimette siamo noi cittadini».

Quello delle bici è un fenomeno ben noto alla polizia municipale : «Soltanto nell'ultimo mese ne abbiamo recuperate una ventina - spiega il comandante Vincenzo Strippoli - gli spacciatori le usano per spostarsi e poi quando non gli servono più, le gettano nei fossi. Nei prossimi tre mesi la nostra pattuglia ambientale, che controlla regolarmente la pineta, sarà supportata dalle guardie ambientali d'Italia, con cui abbiamo stipulato una convenzione».

Durante il nostro reportage fotografico, abbiamo addirittura trovato una persona dentro il fosso che costeggia il bocciodromo, intenta a smontare la ruota di una bicicletta, probabilmente per rivenderla o utilizzarla per fini personali. Fatto sta che le bici abbandonate sono veramente molte, a testimonianza di una situazione senz’altro anomala che si aggiunge alla lunga lista di proteste.

In mezzo a tutto questo, c'è chi ha addirittura pensato di cedere la propria attività, come Augusto Barsotti, titolare del ristorante Pino sul tetto: «In pineta c’è un abbandono generale che nuoce gravemente a tutti. La gente ha paura a venire ed è dal 2006 che reclamiamo contro il Comune, rimanendo inascoltati. Pago 25mila euro l’anno di tasse tra suolo pubblico e Tia, ma in pineta ci sono solitudine e disattenzione sociale - conclude - sarebbe necessario che i commercianti rimanessero aperti tutto l'anno per scongiurare questa situazione allarmante, come ho fatto io per tanti anni».

Isotta Boccassini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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