Il Tirreno

Versilia

Nidi e materne, maestre ancora a casa

Nidi e materne, maestre ancora a casa

Dal 9 gennaio attendono il rinnovo del contratto. A scuola con i bimbi ci sono le addette di cooperative e Asp

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di Donatella Francesconi

VIAREGGIO

Che accade nelle aule di nidi e scuole materne comunali? Da quando i piccoli sono tornati in classe, dopo le vacanze di Natale, è il caos: una settimana ad orario ridotto, tra la rabbia dei genitori costretti a sorpresa a rivedere gli equilibri fragili dell’organizzazione familiare; poi facce nuove tra culle e banchini. Quelle delle operatrici di una cooperativa, ma anche delle addette di Asp, l’Azienda speciale pluriservizi.Al posto delle maestre. Le solite da anni, chi quattro, chi sette e magari anche di più. Che si sono trovate improvvisamente di fronte ai contratti precari non rinnovati in nome dell’accertamento del patto di stabilità. Così come confermava il sindaco al “Tirreno” nei primi giorni di disservizio, a Comune preso d’assalto dall’ira dei genitori arrivati a minacciare le denunce per interruzione del pubblico servizio.

Oggi la cura dei piccoli è garantita, ma la continuità didattica - tanto più importante in una scuola dell’infanzia - è andata. Mentre i bambini chiedono delle insegnanti al momento a casa, 17 delle quali svolgono quel ruolo delicatissimo che il sostegno ai piccoli che sono stati “certificati” come portatori di disabilità fisiche o psichiche. «Casi che - ricordano le insegnanti in attesa dei rinnovi - sono purtroppo in aumento».

All’ufficio pubblica istruzione non abbiamo trovato nessuno che potesse spiegare cosa sta accadendo. Il dirigente andato in pensione non è stato sostituito (si parla con insistenza di un trasferimento “coatto” a carico del comandante della polizia municipale, Vincenzo Strippoli) e la funzionaria che sarebbe in grado di rispondere «è in malattia». Abbiamo provato a cercare, per tutta la giornata di ieri, l’assessore alla pubblica istruzione Lucia Accialini che non ha mai risposto alle telefonate. La stessa sorte avrebbe avuto un qualsiasi genitore che avesse tentato di capire fino quando la situazione resterà quella trovata al rientro dalle vacanze.

«L’unica certezza - ricordano le maestre in attesa di notizie sulla propria sorte lavorativa - è che per il momento le insegnanti di ruolo non possono usufruire delle ferie che avevno programmato. Ferie bloccate fino a domani».

L’unica risposta che, a mezza bocca, siamo riusciti ad ottenere dagli uffici della pubblica istruzione è che «le addette dell’Asp sono maestre». Attraverso quali meccanismi non ci è stato spiegato.

«Ma in Comune nessuno aveva messo in conto che il 9 gennaio la scuola riapriva?». E’ la domanda che si sono fatti i genitori ed è quella che si pongono oggi le maestre rimaste a casa. Preoccupate non solo per l’oggi, ma anche per il futuro. Così descritto nelle parole della consigliera comunale Isaliana Lazzerini: «Per il prossimo settembre l’intenzione è quella di chiudere due sezioni: una al Melograno, in via Leopardi, e l’altra in via Filzi alla materna Basalari. Dal settembre scorso una sezione al “Del Chiaro” di via Cairoli è già stato chiusa, lasciando a casa 25 bambini. Avremo così 75 bambini e bambine che non avranno la possibilità di frequentare la scuola dell’infanzia pubblica».

E non solo: «Abbiamo sentito ventilare - denunciano le insegnanti - che per il sostegno l’idea è quella di aver una sola insegnante per ogni plesso. Invece che una per ogni bambino. E siamo preoccupatissime proprio per i piccoli che seguiamo».

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