Il Tirreno

Versilia

Il ministro assicura «Il decreto non parla di spiagge all’asta»

Gnudi conferma il ripensamento del governo sulle gare delle concessioni ogni 4 anni. I balneari: staremo a vedere

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di Matteo Tuccini

VIAREGGIO

L’ansia è talmente alta che basta una parola per scatenare reazioni. E così, quando il ministro del turismo Piero Gnudi annuncia ai senatori che nel superdecreto sulle liberalizzazioni - promesso per domani - non ci saranno le spiagge, partono le telefonate verso la Versilia.

«Il ministro ha assicurato che il decreto non parlerà di spiagge», affermano all’unisono la senatrice Manuela Granaiola (Pd) e il senatore Cesare Cursi (Pdl). Non è una vittoria, ma quantomeno gli stabilimenti si sentono meno sotto tiro. Anche perché sembra proprio che la messa a gara delle concessioni demaniali ogni 4 anni, ipotizzata dall’articolo 26 nella prima bozza del decreto, sia stata cestinata.

«I bagni? Un problema». Di fronte alla commissione industria di Palazzo Madama, Gnudi ha spiegato che «c’è un problema con gli stabilimenti balneari, perché in quell’ambito come si fa si sbaglia, ma certamente non si possono dare concessioni di 4 anni perché così facendo si rischia di bloccare gli investimenti, e in 4 anni non si ammortizza neanche una sdraio».

«Bisogna stare attenti con l’Unione europea - ha avvertito il ministro - a non incappare in una nuova procedura d’infrazione e forse bisogna anche dire che in passato le concessioni sono state date a prezzi a troppo bassi. Anche gli adempimenti fiscali non sempre sono stati perfetti. Detto questo, però - ha osservato - credo che l’allungamento delle concessioni potrebbe essere un’occasione per ridare tranquillità a questi imprenditori, consentendo loro di far meglio gli investimenti».

Parole che, a naso, confermano le ipotesi di un 4+4 per la durata delle concessioni, così come apparso anche sui giornali.

«Non siamo tranquilli». Sindacati e titolari degli stabilimenti, provati da troppe montagne russe sulla questione, continuano a non fidarsi.

«Le gare delle concessioni ogni 4 anni erano e restano qualcosa di inconcepibile - afferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale di Fiba Confesercenti - e se il decreto non le contiene, meglio così. Ma non mi sento più tranquillo. Nessuno crede alla favola che sia stato un errore, e credo anzi che l’argomento è ben presente sul tavolo del governo».

Lardinelli, infatti, spiega che oggi a Roma è in programma un supervertice di Confesercenti.

«Si parlerà sicuramente di decreto - dice - ed è probabile che ci sia qualche anticipazione. Comunque, in attesa di notizie ufficiali aspettiamo, e rimaniamo fermi sugli appuntamenti che erano stati fissati in precedenza». E cioè: un documento con le richieste da consegnare al governo entro il 31 gennaio e un incontro con i ministri Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi (responsabile dei rapporti con l’Ue) il 23 febbraio.

Pronti a pagare di più. Anche Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini di Ascom, è cauto sulle notizie provenienti da Roma: «Ormai non si può più parlare di buone o cattive notizie, visto che ogni giorno ce n’è una nuova. Venerdì (domani, ndr) ne sapremo di più. Dopodiché punteremo a stendere un documento unitario, tipo quello approvato a Rimini, che faccia il punto su tutte le questioni aperte. Dalle aste ai canoni demaniali, fino agli incameramenti».

Ieri, in una riunione del Sib Confcommercio, è stata rinnovata la disponibilità ad aumentare l’affitto da pagare allo Stato. Visti i tempi, non si sa mai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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