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Versilia

Canne fumarie, tra i locali è scontro a colpi di querele

Canne fumarie, tra i locali è scontro a colpi di querele

I ristoranti denunciati pronti alla controffensiva dopo l’esposto dello Zenzero Anche i residenti intervengono: «Il Comune sapeva, ora si rischia la battaglia»

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di Luca Basile

PIETRASANTA

Il rischio, adesso, è che si arrivi ad una guerriglia senza limiti, a colpi di carte bollate incrociate fra gli stessi ristoratori del centro storico. Dopo l’esposto contro 7 ristoranti dei titolari de Lo Zenzero di via Garibaldi, il timore è che il gioiellino Cenatown subisca un duro contraccolpo, con nuove chiusure, ricorsi e contenziosi di vario genere.

Il nodo è appunto rappresentato dalle canne fumarie di alcuni  ristoranti che, spesso e volentieri, “sfiatano” vapori e odori sulle abitazioni adiacenti, non rispettando le prescrizioni di riferimento. Ci diceva ieri mattina un ristoratore: «C’è molta agitazione fra i miei colleghi e particolare irritazione nei confronti dell’azione portata avanti da Lo Zenzero, ma ascoltando certi commenti c’è il pericolo, in caso di ordinanze di chiusura subite, di nuovi esposti contro altri esercenti.  Non se ne uscirebbe più, con gravi conseguenze sulla nostra proposta complessiva». Fra veleni e allusioni,  gli accertamenti sui ristoranti presunti irregolari, procedono.

Nel frattempo, punta l’indice contro l’amministrazione comunale l’associazione dei residenti Vivo in Centro. «Durante un incontro con i referenti di palazzo, davanti a diversi testimoni – afferma Enzo Grassi, presidente dell’associazione – avevamo fatto presente della situazione anomala di ristoranti che  esercitavano ed esercitano a pieno regime, nel centro cittadino,  pur non avendo, a nostro avviso, i requisiti di legge. Il Comune, dopo la nostra sollecitazione si era poi mosso, oppure lo ha fatto solo oggi dopo l’esposto de Lo Zenzero? La verità è che questa situazione era nota da tempo: certo non è cosa bella farsi la guerra fra colleghi, ma è arrivato il momento di affrontare questa problematica. Come? Nell’immediato l’amministrazione Lombardi dovrebbe trovare una soluzione tesa a non far chiudere i ristoranti al momento oggetto di accertamento, studiando quindi prescrizioni compatibili con l’attività in corso. Di certo, e sia chiaro, diciamo no in modo perentorio ad una qualsiasi rivisitazione del regolamento d’igiene finalizzato ad una deregolamentazione della normativa».

«Di ritrovarci – prosegue Grassi – con nuovi ristoranti ad ogni angolo, legittimati ad aprire anche senza canna fumaria e magari ricorrendo all’utilizzo dei carboni attivi, non ne vogliamo neppure sentire parlare. Residenti, commercianti e ristoratori, sono complementari alla città nel suo complesso: nessuno deve prevalere sull’altro, ma le regole, per una convivenza civile, devono essere  rispettate»©RIPRODUZIONE RISERVATA.  

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