La manifestazione
A fuoco lo Struzzo di Allegrucci
Un incendio danneggia il carro del giovane costruttore. Le fiamme provocate da una scintilla
di Claudio Vecoli
VIAREGGIO
Una scintilla partita inavvertitamente durante le operazioni di saldatura di un movimento. Sarebbe questa la causa dell'incendio sprigionatosi ieri mattina a bordo de La strategia dello struzzo, il carro di seconda categoria di Iacopo Allegrucci, in fase di ultimazione alla Cittadella. Fiamme - quelle che hanno avvolto la parte sinistra del grande struzzo colorato che domina il carro - che avrebbero potuto comportare danni ben più gravi se le tre persone che in quel momento stavano lavorando sul carro non fossero riuscite a domare il rogo con estintori e manichette antincendio che altri carristi accorsi nel frattempo sono riusciti a passare loro. Così, alla fine, il bilancio dell'incendio si limita ad un vistoso danno alla parte sinistra del carro: ala, busto e parte della coscia dello struzzo sono infatti da rifare. Ma, a poco più di quindici giorni dal primo corso, i tempi per rimettere in sesto il carro ci sono tutti.
Le fiamme sono divampate intorno alle 10,30 all’interno dell’hangar del giovane costruttore. Sul carro, in quel momento, si trovavano soltanto tre persone: Iacopo Allegrucci, il padre Vittoriano e il carpentiere Gabriele Galli. Proprio quest'ultimo, nipote di Arnaldo, si trovava all'interno dello struzzo di cartapesta per saldare alcuni movimenti. Con ogni probabilità, proprio una scintilla partita dalla saldatrice ha "aggredito" la sagoma in cartapesta dello struzzo provocando l'incendio. Le fiamme si sono subito propagate alla parte superiore del carro, col rischio che il fuoco - che ha raggiunto anche i tre metri di altezza - potesse avvolgere l'intera costruzione. La prontezza dei tre ha però evitato il peggio. E mentre questi stavano cercando di ostacolare l'avanzare delle fiamme con i primi estintori a portata di mano, un altro carrista - Luciano Tomei, che divide l'hangar con Allegrucci - è uscito sul piazzale della Cittadella per chiedere aiuto.
Le grida d'allarme di Tomei hanno subito richiamato i carristi che erano al lavoro in quel momento. E nel giro di pochi istanti gran parte dei costruttori e dei loro collaboratori si sono precipitati nell’hangar di Allegrucci armati di nuovi estintori, contribuendo a domare le fiamme. Altri, invece, si sono diretti verso le manichette antincendio di cui è dotato ciascun hangar. Risultato: quando sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, l’incendio era ormai spento. Così i pompieri si sono limitati a controllare che non vi fossero nuovi focolai e a mettere in sicurezza il carro fuori dall’hangar.
Fra i primi ad arrivare alla Cittadella, il presidente della Fondazione Alessandro Santini, il suo vice Jacopo Bonuccelli, seguiti subito dopo dal direttore del corso, Paolo Polvani e a ruota dal sindaco Lunardini. «Fortunatamente tutto ha funzionato a dovere e i danni, seppur gravi, sono limitati. Ben diverso sarebbe stato il bilancio se chi si trovava sul posto non fosse riuscito a contenere le fiamme. Ma proprio la settimana scorsa avevamo collaudato l’impianto antincendio e tutto ha funzionato al meglio».
Fortunatamente, poi, il calore sprigionato dalle fiamme non ha mai raggiunto livelli elevatissimi. In caso di temperature molto alte, infatti, il sofisticato meccanismo antincendio di cui è dotato ciascun hangar avrebbe azionato gli splinker antincendio che avrebbero letteralmente allagato l’hangar e tutto ciò che si trovava al suo interno. Compresi i due carri di Allegrucci e Tomei che sarebbero andati irrimediabilmente perduti. Ora, invece, ci sarà da lottare contro il tempo, ma le possibilità che anche lo Struzzo di Allegrucci possa sfilare regolarmente sono molto alte.
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