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Sessantamila euro dal Comune a Yare

Sessantamila euro dal Comune a Yare

Il salone dedicato a tutto ciò che rinnova una barca si terrà ad aprile per la seconda edizione

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VIAREGGIO

Sessantamila euro per la manifestazione “Yare 2012”: è questa la cifra che l’amministrazione comunale, con delibera presa alla vigilia di Natale, ha deciso di stanziare per organizzare la manifestazione dedicata al refitting, ovvero a tutto quanto trasforma una barca non più nuova in un modello rinnovato da mettere in acqua orgogliosi della spesa fatta.

Il salone organizzato lo scorso anno lungo tutta via Coppino - racconta il provvedimento della Giunta comunale - «ha dato ottimi risultati d’immagine, di consenso e di partecipazione da parte delle aziende operanti nel settore del refit. Infatti, sono stati rilevati più di 3mila visitatori nei tre giorni di salone, oltre 100 gli stand espositivi per uno sviluppo totale di 4mila metri quadrati coperti».

Ecco, dunque, la decisione di stanziare la somma indicata in delibera: 50mila euro quale quota di partecipazione al progetto e 10mila per la messa a disposizione dei servizi.

Il salone del refitting, che si tettà ad aprile, ha ottenuto anche un conributo (aggiuntivo rispetto al finanziamento del Comune) di 20mila euro dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca proprio per l’edizione 2012. Mentre per quella datata 2011, 50mila euro sono arrivati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca.

Entrambe le cifre si trovano, nero su bianco, nella determina del luglio scorso firmata dal dirigente alle attività produttive, Angelo Bertolucci.

L’evento - ricorda la Giunta Lunardini - è inserito nel Patto per la nautica toscana sottoscritto nel 2010 da Regione, Provincia, Comune, Camera di commercio, Cna, Confartigianato, Associazione industraili di Lucca. Patto che si proponeva, come da documento siglato dalle parti, il rilancio delle prospettive produttive e occupazionali nel settore della nautica e della cantieristica dell’area lucchese».

Alla luce della crisi che ha spazzato via il lavoro dalla Darsena, forse quel Patto andrebbe seriamente ripreso in considerazione. Anche perché gli effetti previsti, in realtà, non si sono registrati.

E non basterà l’ennesimo salone del refitting a far “svoltare” le sorti di una Darsena che fatica ad essere cantiere e non vede l’orizzonte per trasformarsi in un porto turistico come più volte immaginato, progettato, disegnato.(d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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