Sicurezza
Rifiuti, la società Ersu rischia di sparire
L’Autorità di ambito chiede alla Versilia nord di aderire a un nuovo soggetto. Ma Pietrasanta non ci sta
PIETRASANTA
È a rischio il domani di Ersu, la società che si occupa della raccolta rifiuti in Versilia. Un rischio innescato da un doppio ricorso, quello che vede Ato - l'Autorità di Ambito che fa da riferimento ai Comuni delle province di Pisa, Lucca, Massa Carrara e Livorno - contrastare davanti al Tar la recente decisione delle amministrazioni di Pietrasanta, Massarosa e Forte dei Marmi di affidarsi sempre ad Ersu - con il supporto di un nuovo socio privato, ndr - sul fronte della gestione rifiuti. Scelta che, nei fatti, dice no a RetiAmbienti spa, società che avrà il compito, a partire dai prossimi mesi, di operare nelle aree di competenza dell'Ato Toscana Costa.
La posizione di Ato è chiara: la RetiAmbienti è l'unico soggetto abilitato a gestire i rifiuti all'interno delle aree provinciali in questione, e quindi non c'è spazio per altri, Ersu incluso. Pietrasanta&co possono, quindi, anche non far parte della nuova società di Ambito, ma sono, anzi sarebbero, obbligati ad usufruire dei servizi erogati senza appunto affidarsi a terzi. Tesi che i tre Comuni superstiti di Ersu - Seravezza e Stazzema hanno infatti aderito al progetto Ato - rigettano: da qui un incontro per studiare una strategia a tavolino, dal punto di vista legale, ed opporsi al ricorso di Ato. Ricorso che non prevede alcuna sospensiva, ma che in tempi relativamente brevi sarà discusso: meglio quindi affrettarsi per capire come tutelare la sopravvivenza di Ersu e, al tempo stesso, la libera scelta dei consigli comunali. Senza dimenticare che sempre Ato ha messo nel mirino il comune di Massarosa per l’iter procedurale adottato nella scelta di affidarsi ad Ersu e non all'Autorità di Ambito. E tanto per rendere il quadro ancora più problematico, c’è un altro aspetto di cui tenere conto: il domani di Ersu non dipende solo dall'esito dei ricorsi in questione, ma anche dall'ingresso di un socio privato chiamato però a garantire una fideiussione bancaria decisamente onerosa. Opzione che sembrerebbe spaventare tutti i potenziali soggetti interessati alla preselezione in scadenza il prossimo 6 febbraio. A fronte di uno scenario a tinte preoccupanti resta, però, la certezza che i dipendenti di Ersu non rischiano, in nessun caso, il posto di lavoro. Nell’ipotesi peggiore si ritroverebbero di fatto alle dipendenze di un nuovo soggetto societario legato ad Ato.
Luca Basile
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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