Il dolore
Miss Carnevale, è guerra di date
La Fondazione scrive: «Patrocinio concesso il 19 dicembre». L’organizzatore del concorso: «Vogliono prendermi in giro»
La finale di Miss Carnevali d’Italia diventa un caso. L’ennesimo di questa edizione. La Fondazione Carnevale replica infatti alle accuse sollevate da Battista Ceragioli, organizzatore del concorso, scrivendo di aver deliberato nella seduta del 19 dicembre scorso il patrocinio alla manifestazione confermando la possibilità per gli organizzatori «di utilizzare gratuitamente gli spazi del palco centrale di piazza Mazzini dalle 14,30 alle 15,30 di domenica 26 febbraio». Una decisione che Palazzo delle Muse assicura essere «stata comunicata con lettera inviata il 22 dicembre». La Fondazione Carnevale aggiunge inoltre che in quella stessa lettera era stata informata l’organizzazione che «per qualsiasi sponsor visibile durante la manifestazione all’interno del circuito dei corsi alla Fondazione sarebbe dovuto essere stato riconosciuto il 50 per cento del ricavato».
Insomma, Palazzo delle Muse respinge al mittente le accuse e fra le righe insinua che la decisione di non fare Miss Carnevali d’Italia sarebbe in qualche modo dovuta alla richiesta da parte della Fondazione Carnevale del 50 per cento degli introiti derivanti dagli sponsor del concorso di bellezza.
Dal canto suo, però, Battista Ceragioli - inventore del concorso di bellezza tornato a Viareggio due anni fa dopo un lungo esilio - contesta la ricostruzione. E al contrario accusa di sentirsi preso in giro. «La mail con la quale si concede il patrocinio mi è arrivata solo stamani (ieri, ndr) proprio il giorno dopo le mie dichiarazioni sulla stampa. In realtà quella lettera che dicono di avermi inviato il 22 dicembre non l’ho mai ricevuta».
Poi aggiunge. «Se davvero fosse come la Fondazione dice e ci fosse stato solo un disguido postale, perché non hanno inserito Miss Carnevali d’Italia nel programma ufficiale che hanno già stampato e distribuito? In realtà stanno cercando di mettere una toppa all’ennesima figuraccia che stanno facendo dopo quella del manifesto ufficiale e di Publitalia. Ma non credano di prendermi in giro. E, soprattutto, non credano di poter prendere in giro impunemente i viareggini».
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