Il dolore
«Più cabine? No grazie Adesso è troppo tardi»
I balneari insoddisfatti del provvedimento della giunta Buratti: «Ne avevamo bisogno cinque anni fa, quando in spiaggia c’erano i clienti»
di Franco A. Calotti
FORTE DEI MARMI
«Le liste di attesa per le cabine sono, purtroppo, ormai e in larga misura, soltanto un ricordo da più di cinque anni a questa parte. Complice anche certa informazione, piovono da tempo tante disdette, al punto che pare ormai difficile colmare anche gli spazi vuoti lasciati dalle famiglie che hanno dovuto rinunciare fare le vacanze sulla nostra spiaggia».
E’ l’opinione dell’associazione di categoria dei balneari del Forte, dopo i vari interventi sull’ormai prossima variante al Piano della Spiaggia. Quella in base alla quale sarà possibile, riducendo parzialmente le dimensioni dei caratteristici terrazzini, raddoppiare il numero di cabine della seconda fila (due spogliatoi con due ingressi separati anziché uno, come è attualmente).
«Il raddoppio delle cabine – spiegano i dirigenti dell’Upb Forte dei Marmi - venne da noi proposto per andare incontro ad alcune esigenze della categoria, in un periodo in cui c’era realmente richiesta, ma poi, complice il normale, ma pur sempre lungo, iter burocratico, siamo arrivati fino ad oggi e sfidiamo a contare quanti approfitteranno concretamente di questa pur valida opportunità».
Il problema non è solo ma minor richiesta ma anche le tante incertezze nel futuro delle imprese del settore balneare legate alla crisi e alle prospettive di liberalizzazione (ovvero le aste sulle concessioni) in discussione proprio in questi giorni.
«Il raddoppio era stato chiesto per venire soprattutto in aiuto dei bagni piccoli che hanno un numero molto inferiore di cabine rispetto agli ombrelloni esistenti, e per quei bagni che hanno dovuto adattare cabine a spogliatoi del personale e così via, andando a sottrarle così dal mercato strettamentre balneare» .
«Quanto ai prezzi degli stabilimenti balneari poi - concludono i dirigenti dell’Upb Forte dei Marmi - l’invito, anche per la stampa, è di non riferirsi sempre e solo ai soliti cinque o sei stabilimenti balneari da copertina, ma bensì agli altri 95 che vanno avanti tra mille difficoltà (come l’incombente incameramento) e incertezze (le famose aste della Bolkenstein, ndr). Questo perché in un momento così delicato, sotto il profilo economico, certe affermazioni debbano essere debitamente calibrate, nel rispetto di chi cerca di fare ancora qualcosa per poter lavorare».
In altre parole anche la realtà turistica del Forte, tra crisi e incertezze, non è più quella di una volta. O quanto meno non corrisponde allo stereotipo del stabilimento balneare vip dove per una tenda e una cabina si spendono veri e propri patrimoni. Esistono, e sono sempre esistiti, stabilimenti balneari alla portata anche di tasche più modeste che, come tanti concorrenti in Versilia e nel resto d’Italia, guardano con preoccupazione al futuro.
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