Sicurezza
«Le amarezze ci sono ma serve continuità»
CAMAIORE Cosa accade al centrodestra camaiorese?La questione terrà banco con ogni probabilità per molti mesi da qui alle elezioni. A tentar di ricucire lo strappo (che per ora non è stato comunque in...
CAMAIORE
Cosa accade al centrodestra camaiorese?La questione terrà banco con ogni probabilità per molti mesi da qui alle elezioni. A tentar di ricucire lo strappo (che per ora non è stato comunque in alcun modo ufficializzato) sono i partiti che finora hanno appoggiato Matteucci.
Le segreterie del Pdl ,dell'Udc , della Lega, de La Destra, del Pri, della Lista Cittadini al Governo e della lista Per Matteucci Sindaco affidano il loro pensiero a un comunicato ufficiale. «Esprimiamo - si legge nella nota - grande apprezzamento per il totale appoggio espresso da Bertola per Matteucci nonostante le amarezze, peraltro condivisibili , espresse a più riprese. Puntualizzando il grande senso di responsabilità e la convinzione della bontà della continuazione dell'attuale quadro politico che governa Camaiore , allargato a nuove forze, espresso dal sindaco , esprimono ulteriore apprezzamento sua azione che , in controtendenza rispetto agli ex colleghi di Forte Dei Marmi, Massarosa e Pietrasanta sta dando una certezza sul futuro dei suoi concittadini . Le segreterie ribadiscono il loro totale e convinto appoggio al candidato sindaco Alberto Matteucci che rappresenta «quella continuità amministrativa che i cittadini camaioresi testimoniano sempre più frequentemente di gradire».
Anche il Pdl di Camaiore interviene definendo Giampaolo Bertola «la massima espressione amministrativa della cosiddetta " Seconda Repubblica».
Ma le voci su trattative e riallineamenti all’interno del centrodestra sono sempre più insistenti. Che siano solo illazioni messe in giro dagli avversari per indebolire la coalizione o invece schermaglie per ridistribuire ruoli e schieramenti prima di un richiamo all’ordine, ancora non è dato sapere. Ma nel suo sfogo dei giorni scorsi è stato lo stesso Bertola ad accennare alla fine della Seconda Repubblica.
Gabriele Dini
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