In 3 mesi 97 attività commerciali chiuse
Soffrono abbigliamento e calzature, si moltiplicano i bar. Confesercenti: affitti troppo alti va aperta una trattativa
di Donatella Francesconi
VIAREGGIO
Ventidue negozi in meno solo nell’ultimo trimestre del 2011: e tutti nei settori dell’abbigliamento, calzature, articoli sportivi , cosmetici. Sono i dati della Camera di commercio: 13 aperture a fronte di 13 chiusure. In una città di vetrine che passano di mano con alterne fortune ed intere zone commerciali che si stanno trasformando in de4erti. C’è la crisi, vero, che stringe i portafogli. Ma c’è anche al rendita immobiliare che di tanti viareggini ha fatto la fortuna. Una rendita che non si arrende. E continua a proporre affitti da capogiro che costringono molte attività, oggi che tanti contratti “storici” stanno arrivando in scadenza, a gettare la spugna.
A risentire di più dell’intrecciarsi delle cause che portano a scegliere di tirare giù per sempre le saracinesche sono i negozi che propongono abbigliamento al dettaglio: 19 le chiusure a fronte di 9 aperture. Segue il commercio al dettaglio di calzature: 8 chiusi e solo 2 aperti.
Di miglior sorte sembrano godere bar ed altri esercizi simili: 27 le aperture, negli ultimi tre mesi del 2011, e solo 24 le chiusure. «I nuneri non devono però trarre in inganno - sottolinea Alessandro Cerrai, direttore di Confesercenti Versilia –: spesso i capitali di chi si ritrova espulso dal lavoro dipendente vengono investiti, magari con il supporto dei familiari, in questo tipo di attività. Che rischiano, però, di avere vita breve alla prova dei fatti».
Meno 6 è invece il saldo dell’apro/chiudo per i ristoranti, attività decisamente più impegnative anche dal lato della professionalità richiesta. «Basta girare per il centro città - commenta Cerrai - per vedere che nelle strade e nelle piazze si moltiplicano i cartelli vendesi o affittasi dei locali commerciali e aumentano le serrande abbassate. Insomma, un piccolo stillicidio quotidiano: nel 2011, dati alla mano, avremo perso oltre 100 attività commerciali». In una città che ne conta quasi 2mila, con un tasso di occupazione ciascuna di 2,29 addetti.
La questione affitti proposti - conferma Cerrai - non è secondaria: «Quasi quotidianamente ci viene fatta presente l’incidenza ormai insostenibile, per tante attività, delle cifre chieste per i fondi commerciali. E’ un tema difficile, ma - è la domanda - è possibile aprire un tavolo di confronto tra Comuni, Camera di Commercio, associazioni di categoria per provare a definire intese sui prezzi degli affitti?».
In Passeggiata. Affitti, ma anche concessioni. Come quelle che riguardano le attività commerciali della Passeggiata. Dove «la rendita di posizione strangola economicamente tante imprese con il rischio di lasciare campo libero solo a catene commerciali, le uniche che possono sopportare certi costi, rendendo la Passeggiata identica a qualsiasi altra città».
Al mercato. E non va dimenticato - insiste Cerrai - che i commercianti di Piazza Cavour «sono ancora in attesa di sapere quando partiranno i lavori di rifacimento dei chioschi finanziati in parte con i fondi Piuss della Regione ed in parte con quelli che deve stanziare la stessa amministrazione comunale».
Turismo. Un discorso a parte, secondo il direttore di Confesercenti, merita la “partita” del turismo. A partire dalla considerazione che «sarebbe un errore se Viareggio rimanesse fuori dall’Unione dei Comuni. Dato che sono in corso le trattative con la Provincia per affidare all’Unione delle deleghe delle politiche per il turismo».
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