Il dolore
Dopolavoro non a norma Self service alla Lucciola
VIAREGGIO In tempi di aperture e chiusure di troppe attività commerciali in città non è passato inosservato il cambio della guardia di due locali storici. Ha chiuso il self service del Dopolavoro...
VIAREGGIO
In tempi di aperture e chiusure di troppe attività commerciali in città non è passato inosservato il cambio della guardia di due locali storici. Ha chiuso il self service del Dopolavoro ferroviario di via Burlmacchi, che ha sfamato generazioni di ferrovieri e non solo, ed ha aperto un self service al posto del “la Lucciola” all’ex gasometro, per tanti anni ristorante e pizzeria tra i più frequentati.
Cosa è accaduto lo spiegano i gestori del self service, arrivati nella zona del mercato direttamente dal Dopolavoro ferroviario. Chiuso dall’azienda sanitaria - questo il racconto - a fine 2011 perché «non era a norma». Una condizione che, si è scoperto, perdurava dal 1992 nonostante il locale fosse sempre stato regolarmente affidato di gestione in gestione.
All’ultima titolare dell’attività, Marcella Pellegrini, non è rimasto altro da fare che trasferirsi, vista la cifra necessaria all’adeguamento del locale di via Burlmacchi. Ecco, allora, la nascita dell’esperienza self service, in pieno centro. Aperto a pranzo e cena, fino alle 22, il locale garantisce anche un servizio per i ferrovieri “orfani” del Dopolavoro ai quali offre orari adatti alle esigenze poste dai turni.
La grande cucina di cui i locali all’ex Gasometro sono dotati consente di preparare pietanze espresse, con grande quantità di verdure per l’offerta self service, ma anche piatti del giorno, sempre segnati sulle lavagnette di cui il locale è dotato.
La proprietà non esclude di poter rimettere in funzione anche il grande forno a legna: se non per fare le pizze (in questo caso cercheranno un pizzaiolo coi fiocchi) almeno per proporre alla clientela grigliate di carne.
Resta da capire che cosa sarà del Dopolavoro ferroviario, oggi che il ristorante ha necessità di una messa a norma importante tanto che si parla di 30mila euro circa da spendere sull’immobile acquistato dal Dopolavoro Fs di Roma. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
