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«Cave non a norma, l’Antro è a rischio»

«Cave non a norma, l’Antro è a rischio»

STAZZEMA «Poche cave rispettano le norme sul ciclo delle acque e la situazione delle sorgenti carsiche delle Apuane, a causa dell’attività estrattiva, è generalmente molto compromessa». Parola di...

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STAZZEMA

«Poche cave rispettano le norme sul ciclo delle acque e la situazione delle sorgenti carsiche delle Apuane, a causa dell’attività estrattiva, è generalmente molto compromessa». Parola di Bruno Stainberg, presidente della Federazione speleologica toscana a commento dei dati dell’Arpat che confermano la presenza di marmettola nelle grotte dell’Antro del Corchia. Una forma di inquinamento, denunciata proprio dagli speleologi dovuta «all’assoluta mancanza di controllo del rispetto delle leggi che regolano l’escavazione, che va così a impattare sui sistemi carsici sotterranei e sulle acque carsiche che alimentano le falde».

La presenza di marmettola nell’Antro «è in realtà il secondo sversamento certificato dall’Arpat - aggiunge Steinberg - a fine luglio 2010 il sistema delle acque carsiche che lo attraversano è stato interessato da uno sversamento di gasolio che ha interessato la parte turistica. L’odore di gasolio era così forte che i gestori sono stati costretti a sospendere le visite al pubblico per diversi giorni e ad aprire le porte di accesso alla parte turistica per favorire un rapido ricambio dell’aria con la conseguenza di alterare pericolosamente il delicatissimo sistema interno».

Gli speleologi escludono poi che la marmettola rinvenuta pochi mesi fa dall’Arpat nell’Antro si sia depositata in passato poiché «la grotta è tenuta sotto controllo grazie alla costante frequentazione degli speleologi in tutte le zone del sistema e alla presenza delle guide turistiche».(v.l.)

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