Il Tirreno

Versilia

Pioppogatto, rischio licenziamenti

Pioppogatto, rischio licenziamenti

L’accordo tra i sindaci ancora non arriva e i sindacati denunciano: Veolia di nuovo pronta a tagliare

3 MINUTI DI LETTURA





di Gabriele Dini

MASSAROSA

Sindacati sul piede di guerra per il rischio licenziamenti dei dipendenti versiliesi di Veolia. Ma intanto i sindaci ancora non riescono a raggiungere un accordo per chiudere il contezioso con la multinazionale e far andare avanti il progetto di potenziamento di Pioppogato. In proposito il sindaco di Massarosa Franco Mungai fa notare, provocatoriamente, che in caso di ritardi Veolia potrebbe chiedere la riapertura di Falascaia.

I conti salati di Veolia. Ancora una fumata nera dall’incontro tra i sindaci della Versilia avvenuto mercoledì sera. L’accordo sulle tariffe e il pagamento degli arretrati a Veolia (la società, finora, avrebbe inviato ai comuni versiliesi decreti ingiuntivi per circa 10 milioni di euro) non è arrivato. L’appuntamento è rinviato alla prossima settimana: alcuni sindaci hanno chiesto di volere ulteriori accertamenti tecnici sul reale ammontare degli arretrati dovuti a Veolia per lo smaltimento dei rifiuti e per stabilire una tariffa equa per il futuro.

L’ipotesi attualmente sul tavolo per chiudere il contenzioso è quella di pagare a Veolia 4 milioni e mezzo di euro e poi andare avanti con il progetto di ampliamento dell’impianto di Pioppogatto, che, secondo gli accordi con la Regione, in futuro dovrebbe arrivare ad accogliere i rifiuti di gran parte della costa. L’accordo siglato parla di una tariffa massima di 155 euro.

«Trattare con Veolia è necessario - fa notare il sindaco Mungai - anche se qualcuno dei miei colleghi preferirebbe farne a meno.il rischio è che si vada avanti con due inceneritori in territorio versiliese. Secondo il contratto Veolia potrebbe anche chiedere un adeguamento di Falascaia». Martedì il sindaco di Massarosa andrà a Firenze per incontrare l’assessore all’Ambiente Anna Maria Bramerini per conoscere i tempi a disposizione per arrivare a un accordo.

Lavoro a rischio. Intanto i sindacati si preparano a una nuova battaglia. «Negli ultimi mesi - esordiscono i segretari provinciali di Fp Cgil e Uil trasporti Michele Massari e Simone Marsili - sembravano vicini accordi che ponevano le basi per un possibile sviluppo delle attività aziendali e la relativa salvaguardia dei livelli occupazionali».

Ma negli ultimi giorni, secondo il sindacato, sarebbero nuovamente insistenti le voci, in merito a presunte volontà di disimpegno di Veolia dall'Italia con la probabilità di chiusura degli impianti e il conseguente licenziamento dei lavoratori .

«Mentre gli amministratori locali discutono - concludono Massari e Marsili - per trovare accordi che sembrano tardare, non vorremmo trovarci a gestire a brevissimo termine un nuovo disastro occupazionale. In particolare, riteniamo si debba fare in fretta alla stipula degli accordi e dei progetti che dovrebbero vedere localizzato nel sito di Pioppogatto l'impianto di compostaggio per il trattamento dei rifiuti organici e simili provenienti dal comprensorio Ato». Nel frattempo, lunedì 16 gennaio alle 8, nell'ambito delle iniziative per lo sciopero nazionale del settore di igiene ambientale privato, si terrà un'assemblea con presidio a Pioppogatto, dove oltre ai temi del contratto, peraltro molto pertinenti riguardo alle richieste su investimenti, sicurezza sul lavoro e frammentazione del settore del ciclo dei rifiuti saranno trattati i temi della situazione aziendale e territoriale. I lavoratori di Pioppogatto e Falascaia sono circa 40.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa