Sicurezza
Giudice di pace, stavolta la chiusura sembra inevitabile
di Gabriele Dini VIAREGGIO L’ufficio del Giudice di pace di Viareggio potrebbe avere i giorni contati, così come quello di Pietrasanta. La notizia si era già diffusa nei mesi scorsi, con relativa...
di Gabriele Dini
VIAREGGIO
L’ufficio del Giudice di pace di Viareggio potrebbe avere i giorni contati, così come quello di Pietrasanta. La notizia si era già diffusa nei mesi scorsi, con relativa sollevazione da parte dei dipendenti ma anche di cittadini e avvocati: per scongiurare la chiusura erano state raccolte oltre 1200 firme.
Ma mercoledì sul sito del ministero della Giustizia è comparsa la lista ufficiale degli uffici destinati alla chiusura. E tra questi figurano anche Viareggio e, naturalmente, Pietrasanta. In caso di chiusura, per contestare multe o difendersi nei casi discussi dai giudici di pace, i cittadini versiliesi sarebbero costretti ad andare a Lucca.
Il salvataggio in extremis potrebbe arrivare solo in due casi. Primo, se le commissioni del ministero intervenissero riconoscendo che la sede di Viareggio ha i requisiti per restare aperta (in base al numero di cause qui discusse, al numero dei giudici e al bacino di utenza e ai costi di manutenzione). Ma a questo punto un ripensamento parrebbe improbabile.
L’altra via prevista dalla legge imporrebbe ai comuni versiliesi di consorziarsi per sostenere le spese di mantenimento degli uffici.
Ma finora, a quanto risulterebbe ai dipendenti dell’ufficio viareggino, solo il comune di Massarosa avrebbe manifestato interesse a una soluzione del genere. Difficile, vista la situazione economica, che Viareggio possa invece decidere di accollarsi i costi di gestione della struttura.
Presto potrebbe partire il conto alla rovescia finale per arrivare alla chiusura.
Quando l’elenco delle chiusure sarà ufficialmente pubblicato sul bollettino del ministero (il prossimo numero uscirà lunedì, il successivo tra quindici giorni) i comuni avranno sessanta giorni di tempo per trovare una soluzione che permetta di scongiurare la chiusura.
Altrimenti i dipendenti, e con loro i numerosi utenti (nell’ultimo anno sono state 300 le cause penali discusse di fronte al giudice di pace e oltre 2000 quelle civili), dovranno fare le valigie e trasferirsi Oltremonte.
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