Il Tirreno

Versilia

Un campanile abusivo a Terrinca

Un campanile abusivo a Terrinca

Lo ha costruito l’ex assessore Rossi, ma c’è un’ordinanza di demolizione

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STAZZEMA. Dovrà essere demolito entro l’inizio di marzo il campanile realizzato su un terreno di proprietà privata a Terrinca dall’ex vicesindaco di Stazzema Giuseppe Rossi. Una torre campanaria di circa sei metri di altezza, realizzata - a scopo commemorativo - accanto a un locale adibito a forno. Per il Comune si tratta di un abuso non sanabile e a inizio dicembre, dopo un lunga botta e risposta tra Rossi e l’amministrazione, è stata emessa un’ordinanza di demolizione.

La vicenda ha dell’incredibile. L’ex amministratore stazzemese, indisturbato, ha realizzato al posto di una vecchia tettoia un forno e accanto la torretta. Come racconta si è fatto fare a Cremona - da artigiani esperti - una campana. «Sopra c’è anche una dedica a Maria Paiotti - spiega Rossi - madre di un mio parente, proprietario del terreno dove ho costruito il campanile che è un omaggio a questa donna molto religiosa».

Forno e campanile però non erano autorizzati. «Ho fatto un abuso è vero - ammette Rossi - ma non credevo di fare un torto a qualcuno. Il campanile è piaciuto tanto che c’è chi viene apposta a suonare la campana». Diversa l’opinione dei vigili urbani, i primi a effettuare un sopralluogo nell’area, e degli uffici tecnici del Comune. Il motivo è semplice: gli strumenti urbanistici non consentono in quella zona l’edificazione di strutture di carattere parareligioso. Quindi l’opera commemorativa, nelle intenzioni dell’ideatore, non solo non poteva essere costruita ma neppure potrà essere sanata. Il tentativo di trovare una soluzione per salvare il campanile Rossi l’ha fatto. «Ho anche ottenuto - spiega - l’autorizzazione ambientale da parte della Sovrintendenza, ma sembra che non basti. Non posso chiedere agli uffici tecnici di trovare una soluzione non compatibile con la legge. Credo però che se ci fosse la volontà politica potremmo trovare un accordo». Risolvere il caso richiederebbe di superare anche un altro tipo di difficoltà: il suono delle campane nel piccolo centro di Terrinca, seppur gradito magari da qualcuno dei residenti, contrasta con le norme del piano del rumore. Insomma non solo il campanile è un abuso ma la campana rischia di diventare una fonte di inquinamento acustico.

Valentina Landucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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