Il Tirreno

Versilia

Trasporti sociali, volontariato sul piede di guerra

Donatella Francesconi
Trasporti sociali, volontariato sul piede di guerra

Francesconi (Auser): mai chiamati al tavolo del confronto Pelagatti (Anpas): non tagli, ma servizio più appropriato

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VIAREGGIO. L’Auser «non sa niente» della discussione in corso sul nuovo sistema dei trasporti sociali né «è mai stata invitata ad alcun tavolo di confronto o ha mai avuto occasione di discuterne». Interviene così Marzio Francesconi, presidente versiliese dell’associazione di volontariato «che pure dedica moltissime delle proprie risorse a questo servizio». Tantomeno - sottolinea Francesconi - «se n’è sentito parlare concretamente negli incontri della Consula che dovrebbe invece essere il luogo istituzionale dove affrontare tali problemi e dove, causa l’assenza di altre associazioni, siamo sempre in attesa di poter discutere almeno del “prospetto di salute”».

La situazione che si sta creando - aggiunge il presidente dell’Auser Versilia - «ci preoccupa perché sulla mobilità sociale, oltre che dei costi, vorremmo parlare anche delle modalità di accesso e di fruizione, della necessità di garantire un servizio essenziale per le persone sole in difficoltà o al limite dell’autosufficienza. Un servizio equamente fruibile in tutta la Versilia»».

Francesconi chiede al presidente della Società della salute, Enrico Salvatori, di «convocare al più presto una riunione della Consulta per affrontare la questione. Nel contempo rilancio la necessità di tornare a discutere anche il prospetto di salute, prima che sia troppo tardi per poter contribuire concretamente alla definizione dei successivi, più generali, Piani di salute».

Anche il coordinatore delle Pubbliche assistenze della Versilia, Egidio Pelagatti, replica al presidente della Società della salute, Enrico Salvatori. Il quale, fornendo i numeri al “Tirreno”, ha parlato di un taglio del 5%, cifra richiesta dalle Regione, su quei trasporti definiti “impropri” «Trovo improprio parlare di tagli ai servizi - è l’obiezione di Pelagatti - perché il risparmio non è tanto il frutto di un taglio, quanto di una razionalizzazione delle risorse impiegate. Razionalizzazione di cui le associazioni di volontariato sono state protagoniste insieme a 118 ed Asl».

Pelagatti contesta le cifre fatte da Salvatori al “Tirreno”: «Cifre che sono ben lontane dai 40 euro di media, tenuto conto inoltre che tutte le spese sono anticipate dalle associazioni che poi, dopo tre o quattro mesi, hanno un rimborso. Quindi tutte le associazioni sono costrette ogni mese ad anticipare i costi per carburanti, stipendi e per il mantenimento delle strutture che sono la spina dorsale del sistema delle emergenze e per il trasporto sociale».

C’è un confronto aperto - ricorda Pelagatti - «che vogliamo spingere ancora di più per fare in modo che quando la Società della salute sarà a regime a guadagnarsi sia prima di tutto l’utente».

Nell’ottica del risparmio e della razionalizzazione «le Pubbliche assistenze hanno aperto un tavolo di trattativa con tutti i soggetti interessati per lo sviluppo della Versilia di un servizio sociale di trasporti uniforme. Ma è ancora lontano dalla conclusione». E, sembra di capire dalle obiezioni mosse da Francesconi, questo confronto non tocca davvero tutte le associazioni di volontariato che assicurano questo tipo di trasporti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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