Il Tirreno

Versilia

Aumentano i furti nelle abitazioni «Faremo le ronde»

Simone Tonini
Aumentano i furti nelle abitazioni «Faremo le ronde»

Oltre 200 cittadini all’assemblea sulla sicurezza a Pozzi Il sindaco Neri critico sul vademecum della Prefettura

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QUERCETA. Gli abitanti di Pozzi sono esasperati. I furti, le incursioni notturne, le aggressioni nelle abitazioni avvenute in queste settimane hanno generato rabbia. E così in tanti hanno deciso di partecipare all'assemblea di martedì sera alla Pubblica Assistenza di Pozzi, organizzata dal Comitato cittadino alla quale ha preso parte anche il sindaco, Ettore Neri.

Almeno 200 persone in sala. L'atmosfera era tesa, i toni talvolta accesi e il messaggio è stato chiaro: la popolazione non intende più subire. Quarantaquattro le denunce nel 2001, in crescendo rispetto agli anni passati (36 nel 2010, meno di 30 nel 2009) ma pur sempre un numero non così elevato, secondo quanto riferito dal sindaco, per generare allarme da parte delle Forze dell'Ordine.

Neri ha distribuito i consigli indicati dalla Prefettura che, in pratica, invita i cittadini a barricarsi in casa con inferriate e allarmi. Segno che da parte dello Stato, come ha ribadito il primo cittadino, in questo momento non ci si può aspettare di più: le forze in campo, tra Carabinieri, Polizia di Stato e Municipale non aumenteranno. Tra la gente serpeggia un forte malumore: troppi soldi da spendere per installare costosi sistemi di allarme (c'è chi parla di richieste di 4-5.000 euro) per questo ci si attende una risposta dalle istituzioni. Altrimenti, minaccia qualcuno, si facciano le ronde. «Ormai non si dorme più, siamo troppo spaventati», mormora qualcuno. «La gente ha smesso anche di fare le denunce». Invece sia il sindaco che i portavoce del comitato, Sonia Dominici e Alessandro Lenzoni, invitano la popolazione a segnalare alle Forze dell'Ordine qualsiasi cosa: furti, scippi, tentativi di intrusione o segni di scasso. Se non altro, questo è il messaggio, il numero di segnalazioni aumenterà con la conseguenza (ipotetica) di accendere l'attenzione su Pozzi e le zone limitrofe.

I racconti che vengono fuori nel corso della serata sono davvero tanti: quasi tutti i presenti sono stati vittime dei criminali che in questo periodo stanno saccheggiando le abitazioni, seminando panico e paura.

Il clima è pesante, c’è chi parla apertamente di criminalità proveniente dal mondo degli extracomunitari. Ma nessuno vuol passare da razzista. E’ chiaro che i malessere è diffuso, come dimostrano le richieste all’amministrazione.

La gente chiede più illuminazione nelle zone buie, nuove telecamere di videosorveglianza e provvedimenti concreti. In diversi, a più riprese, insistono: servono le ronde. «Possiamo organizzarci, vestirci con abiti ben visibili in modo da essere riconosciuti. Non possiamo permetterci di pagare la vigilanza privata. Le ronde sarebbero un deterrente». Ma il sindaco non ci sta e ribadisce con forza: le ronde sono pericolose e non autorizzate. Uno dei temi più difficili è quello della stazione e della presenza di nomadi che si accampano sotto il ponte delle ferrovia. Il sindaco ricorda che in passato ci sono stati 5-6 sgomberi coatti; l'ultimo nel 2010 si è concluso con un nulla di fatto.«Dopo due giorni ci siamo ritrovati sotto il comune i nomadi, la Digos e gli anarchici per mediare il loro ritorno nella zona del cavalcavia della stazione perché non sapevano dove andare», conferma Neri.

Il sindaco intanto lancia un appello ai parlamentari della Versilia affinchè si adoperino per proporre leggi più efficaci che diano i mezzi alle Forze dell'Ordine per contrastare i furti e per avere più personale per presidiare il territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web