Attenzione
Via al raddoppio delle cabine
Regole più chiare per pergolati e incentivi sul fotovoltaico
FORTE. La nuova variante al Piano del settore turistico balneare ha imboccato il rettilineo d'arrivo. Martedì 17 passerà per l'ultima volta in commissione urbanistica. Dopodiché verrà inoltrata al consiglio comunale per l'adozione. «E dal momento che per Forte la spiaggia è da sempre sinonimo di turismo e di qualità dell'accoglienza si comprende bene come sia importante uno strumento urbanistico chiaro e utile». Parola dell'assessore all'urbanistica Michele Molino. «Siamo al termine di un iter iniziato all'incirca un anno fa - prosegue l'assessore - frutto di diversi incontri con i balneari e a cui hanno dato il loro apporto sia l'assessore alle attività produttive, Clorinda Martinengo, sia il presidente del consiglio comunale, Francesco Mattugini. Come ricorderete, il vecchio Piano della Spiaggia, come comunemente si chiama la variante, risale al 2004. E quindi dopo otto anni, che per l'evoluzione del settore sono tanti, era indispensabile l'iniziativa dell'amministrazione comunale. Ovviamente l'impianto base della pianificazione, resta lo stesso. Abbiamo però cercato di lavorare di cesello per contemperare alcune esigenze emerse direttamente dalla categoria, con la necessità di precisare alcune norme che in questi anni hanno suscitato equivoci e talvolta anche veri contenziosi. Sono soprattutto aspetti tecnici a cui bisognava cancellare l'ombra del dubbio interpretativo: faccio un esempio, concreto, il posizionamento dei casottini dei contatori era previsto in una zona dove il fornitore di energia è impossibilitato a collocare i suoi misuratori. E così via. Inoltre, altro aspetto, che ci piace del nuovo Piano, è che ci siamo impegnati con i concessionari sul fronte del risparmio energetico con un più ampio via libera all'utilizzo dei pannelli solari, che adesso dovranno evitare soltanto posizionamenti sulle coperture dove incorrerebbero in problemi paesaggistici». Il Piano andrà finalmente a dare una risposta alla cronica carenza di cabine? «Sì, e questa è probabilmente la novità più rilevante. Oggi avere una cabina è praticamente impossibile; i vecchi clienti se le tengono strette e quindi permane un grande scompenso tra il rapporto dei posti ombra (tende e ombrelloni) e degli spogliatoi. Questo nuovo Piano della Spiaggia punta così ad avvicinare quel rapporto al fatidico uno ad uno. Lo farà soprattutto con la terza fila di cabine, e laddove resterà questa carenza, sarà finalmente possibile raddoppiare la seconda fila di cabine, restando però nell'attuale ingombro. In pratica si consentirà di ridurre il terrazzino tipico delle nostre cabine e di creare due spazi, uno lato mare e uno lato monte di 1,40 mt, che raddoppieranno così la disponibilità di spogliatoi. Questa soluzione sarà anche ottimale per chi ha difficoltà a fare la terza fila». «Una cosa però ci tengo a sottolineare - ha ribadito Molino - e cioè che questa opportunità non dovrà assolutamente servire a far crescere il numero dei posti ombra!». Altri aspetti su cui avete lavorato? «Abbiamo lavorato sodo sul fotovoltaico e anche sulla sostenibilità favorendo, ad esempio, il recupero delle cospicue acque utilizzate nei servizi e nelle docce, sia nella direzione del risparmio della risorsa acqua che di un suo migliore riutilizzo». I pergolati, ossia le coperture antistanti il capannone, sono stati spesso al centro di interpretazioni problematiche. «Certamente, e infatti abbiamo deciso che vengano meno le considerazioni attuali nell'autorizzare le chiusure perimetrali. In altri termini confermiamo la stagionalità di queste chiusure per migliorare l'ospitalità dello stabilimento balneare, soprattutto quando c'è maltempo, durante la stagione, e cioè dal 21 marzo a fine settembre. Fuori da quel periodo oggi era possibile utilizzarle solo come rimessaggio. Adesso, invece allarghiamo la definizione troppo restrittiva che ha dato luogo a problemi interpretativi, anche ad altri utilizzi relativi allo stabilimento, escludendo, sempre e in assoluto, le funzioni di somministrazione. Tra l'altro queste coperture potrebbero essere le sedi ideali delle pannellature solari visto che non incidono sul paesaggio. Abbiamo inoltre lavorato anche per non far aumentare le cosiddette superfici impermeabili dei Bagni, e tantissimo per snellire le procedure». «Tutto qui, perché in fondo i nostri Stabilimenti balneari per quantità e caratteristiche sono da conservare gelosamente e da non stravolgere - ha concluso l'assessore - e questo solo ha ispirato il lavoro dell'Amministrazione e della Commissione Urbanistica».
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