Il dolore
Imu, pagheranno di più case e negozi
Ma il Comune annuncia: non ci saranno aumenti per la Tarsu
PIETRASANTA. Da Ici a Imu la sostanza non cambia: lo Stato reclama nuovi denaro sul fronte dei beni immobili, che siano case, negozi o quant'altro. E i Comuni, esattori e in parte beneficiari dell'imposta, si mettono in moto. Cosi accade che a Pietrasanta per seconde case e attività di vario genere, si passerà dal 7 per mille di un anno fa al 7.6 per mille dei prossimi mesi. Con una postilla ancora più sgradevole per il cittadino e il commerciante: la base imponibile sulla quale verrà calcolato l'aliquota in questione, sarà più alta rispetto a prima. E questo perché è stato dato il via alle rivalutazioni catastali così come previsto dalla normativa nazionale e su cui, è doveroso precisarlo, non esiste discrezionalità comunale. Alla fine della giostra di parole ciò che conta, però, è che nei prossimi mesi, proprietari di seconde case e ancora titolari di negozi, aziende, pubblici esercizi e via dicendo, saranno chiamati a versare importi superiori rispetto al passato. E per quanto riguarda l'imposta sulla prima casa, finita per anni nel dimenticatoio ed oggi riesumata per lo scoramento di milioni di famiglie? «Si applicherà la vecchia percentuale del 4 per mille, con detrazione di partenza di 103 euro - 200 euro in precedenza - più altri 50 euro in detrazione per ogni figlio - di età fino a 26 anni - conviventi. sotto il solito tetto fino ad un massimo di 200 euro» spiega l'assessore Daniela Ferrieri in questi giorni alle prese con valutazioni e conti legati alle nuove misure, che aggiunge «È meglio essere chiari: i Comuni, con l'Imu, rischiano di avere in cassa ancora meno rispetto a quanto si otteneva in passato dallo Stato. Per intendersi saremo chiamati noi Amministrazione a pagare l'Imu sugli alloggi Erp versando il 50 per cento del gettito totale allo Stato, cosi come sempre allo Stato liquideremo il 50 per cento dell'introito dell'imposta su seconde case ed attività. Alla fine, stando ai primi calcoli, rispetto al 2011, prevediamo 1 milione di euro in meno per i trasferimenti con un patto di stabilità in chiave bilancio ancora più rigido. Una prospettiva, per le nostre finanze, non proprio rassicurante, anche se alla fine riusciremo a fare quadrare i conti». Sulla prima casa il gettito totale, fatte salvi esenzioni e detrazioni, sarà ad ogni modo di competenza del Comune che però ad oggi non sa ancora se l'importo finale corrisponderà o meno a quanto veniva in passato trasferito dallo Stato. «Per questo, come Giunta ed uffici, stiamo operando una serie di valutazioni: solo con i dati definitivi in mano saremo infatti in grado di decidere - chiosa Ferrieri - le misure relative alla tassa di soggiorno ed ancora ad investimenti ed eventuali tagli. Posso comunque rassicurare i cittadini che, come anticipato dal Sindaco, non è previsto alcun aumento per quanto riguarda la tassa sui rifiuti». Che, visto il contesto impositivo a tinte preoccupanti per il portafoglio del cittadino, non è poca cosa. Non altrettanto buone nuove in arrivo invece per coloro che affittano casa o la danno in comodato: la norma, in questo caso, non prevede esenzioni. Torneranno a pagare l'imposta.
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