Il Tirreno

Versilia

Falascaia, 100 cittadini contro Tev

Marco Pomella
Gli striscioni posizionati dai cittadini che chiedono giustizia
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Gli striscioni posizionati dai cittadini che chiedono giustizia

Pronti a chiedere danni nel processo per i dati truccati all'inceneritore

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 VIAREGGIO. Quasi cento cittadini che chiedono di entrare come parte civile nel processo per i dati truccati all'inceneritore di Falascaia. E che vogliono che venga riconosciuto il danno alla salute. A queste richieste il giudice monocratico di Viareggio è tenuto a rispondere il 23 febbraio prossimo, nella prossima udienza del processo.  Il processo al momento vede imputati Francesco Sbrana e Umberto Ricci, rispettivamente amministratore delegato e dipendente di Tev. Dalla decisione del giudice Nidia Genovese dipenderà se saranno ammessi o meno come parte civile gli oltre 100 cittadini che ne hanno fatto richiesta. I fatti risalgono all'estate del 2008, quando furono rilevati da Arpat una serie di sforamenti di Co2 nell'ambiente ad opera dell'impianto di Tev (oggi acquisita dalla multinazionale francese Veolia), aspetto che poi portò anche al sequestro preventivo dell'inceneritore del Pollino. Ieri, in tribunale a Viareggio, la seconda parte dell'udienza di smistamento, che ha visto altri 30 cittadini (oltre ai 70 che già ne avevano fatto richiesta) chiedere di essere ammessi come parte civile, dopo la costituzione della Regione, della Provincia e dei sette Comuni versiliesi del Cav. Ad eccepire sulla richiesta lo stesso Pm Mariotti. «Il capo d'imputazione - ha detto - si riferisce al solo articolo 674, ossia per quanto concerne l'emissione di Co2 nell'ambiente. Non ci sono imputazioni che riguardano danni ambientali né alla salute dei cittadini». A ribattere i legali dei comitati cittadini. «Nel corso del dibattimento - hanno detto gli avvocati Rinaldo Reboa e Alessio Menconi - potrebbero emergere aspetti che riguardano direttamente i cittadini residenti vicino all'inceneritore. Il capo di imputazione parla di fuoriuscita di altre sostanze che, se confermato, prevede proprio un danno per i cittadini e per l'ambiente, dal punto di vista sanitario ma anche di svalutazione degli immobili». Tra gli oltre 100 cittadini che hanno chiesto di essere ammessi come parte civile anche volti noti della politica e delle associazioni locali, come Paola Giufuni, Alberto Susini, Andrea Cecchini, Stefania Brandinelli e Isaliana Lazzerini. Per sciogliere il nodo si dovrà quindi attendere il 23 febbraio, quando il giudice dovrà esprimersi anche sull'altra eccezione, avanzata dai legali di Ricci e Sbrana. I quali hanno contestato i dati delle emissioni (in quanto, a loro avviso, si tratta di test irripetibili: aspetto anche in questo caso contestato dal Pm) e chiesto l'estromissione dei due imputati dal procedimento giudiziario. «Paradossalmente - hanno detto - chi, per primo, denunciò l'anomalia delle emissioni si trova oggi sul banco degli imputati». Già calendarizzate anche le date delle prossime udienze: dopo il 23 febbraio il dibattimento continuerà l'8 marzo e poi il 12 e 26 aprile, il 10 e 24 maggio.

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