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Versilia

Controlli e trasferimenti: «Decisioni corrette, non ci fu mai volontà persecutoria sugli agenti ribelli»

«Auto di servizio usata come propria»

«Auto di servizio usata come propria»

La difesa dell'ex comandante: vigile beccato dopo un pedinamento

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 PIETRASANTA. «A vederlo girare fuori zona fu il sindaco Massimo Mallegni, che chiamò subito al telefono il comandante Roberto Buratti. Quest'ultimo a sua volta chiese al coordinatore di seguire l'auto della municipale. Per scoprire alla fine che il vigile stava usando il mezzo di servizio a scopi personali». La freccia la scocca l'avvocato Daniele Caprara, legale di Buratti.  Il legale ha nel mirino la testimonianza di Angelo Coppedè, uno degli agenti del comando di polizia municipale costituitisi parte civile nel processo che vede imputato, oltre all'ex sindaco Mallegni, appunto l'ex comandante Buratti (accusato di mobbing e abuso d'ufficio). Caprara spiega in aula che «al termine di quel pedinamento il coordinatore constatò che Coppedè non si stava recando a svolgere un servizio, come invece dichiarò successivamente».  È uno dei punti cruciali della difesa dell'ex capo dei vigili di Pietrasanta, che ha avuto un unico filo rosso: "abbattere" la credibilità degli agenti che hanno accusato Buratti, e chiarire - ha spiegato Caprara - che «tutte le decisioni, dai trasferimenti ai procedimenti disciplinari, furono corrette e comunque non motivate da volontà di persecuzione».  Quella telefonata finita nel mirino. L'avvocato Caprara ha ricostruito anche il famoso controllo stoppato a Villa Marzia, l'hotel di proprietà della famiglia Fantechi. «Nonostante il capitano Giovanni Fiori - ha affermato - avesse dato mandato il 1º ottobre agli agenti Francesco Buselli e Davide Paolini di effettuare il controllo di un illecito edilizio, tra l'altro oggetto di una sanatoria, i due si mossero solo una ventina di giorni dopo. Una volta arrivati sul posto, notarono un sospetto interramento di eternit». È a quel punto che arriva la telefonata di Buratti. «Il comandante - dice Caprara - chiese sì di interrompere l'accertamento, ma solo per farne uno più completo in un secondo momento».  Il brindisi della discordia. Altro episodio citato dai vigili "secessionisti" (così Caprara li ha definiti, intendendo quelli che, nella divisione in fazioni, sostenevano il ritorno dell'ex comandante Antonella Manzione) è il procedimento disciplinare inflitto a Giovanni Iacopucci per un brindisi natalizio. Ebbene, la difesa sostiene che «in quel momento il brindisi sottraeva personale in servizio, tanto che uno dei coordinatori stava cercando proprio uno di quegli agenti senza trovarlo. E sul fatto che il procedimento fosse stato aperto troppo a lungo (cinque mesi, ndr), a detta dell'accusa, ci sentiamo di rammentare i tempi di cui hanno bisogno queste procedure».

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