Sicurezza
Furti al mercato, rabbia tra i chioschi
Donatella Francesconi
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Così si presenta piazza Cavour non appena fa buioI commercianti: appena fa buio qui è terra di nessuno. Ci sentiamo assediati
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VIAREGGIO. Il primo furto la notte tra 30 e 31 dicembre. Il secondo quella tra domenica e lunedì. Al chiosco di abbigliamento sportivo di Barbara Lencioni ieri è stata la giornata della disperazione e della rabbia. «Hanno aperto il chiosco e l'hanno richiuso come niente fosse», racconta la commerciante. I ladri si sono portati via circa mille euro di merce, tra felpe, camicie e pantaloni jeans. In realtà hanno tentato, nella stessa notte, anche il colpo al chiosco vicino, quel "Silvano casual" che è già stato svaligiato con notevoli danni di contorno. Da allora i proprietari hanno attivato allarme e vigilanza, rinforzando anche le saracinesche: «Eppure i ladri hanno fatto un buco nel muro sotto la saracinesca, hanno fatto saltare il lucchettone e poi si sono fermati buttandosi sul chiosco vicino...». Dove Barbara Lencioni si dispera: «Non si può più vivere al mercato. Alle sei e mezza del pomeriggio i banchi vanno chiusi, specialmente se sei da sola». La preoccupazione è costante: «Alle volte, di sera, con gli amici - racconta Silvano Venturi - usciamo e veniamo a controllare come va tra i chioschi. Ma non si può vivere così!». Il giorno dell'Epifania, nella prima serata intorno alle 19 - raccontano Silvano e Barbara - «c'era un gruppo di stranieri ubriachi che urinavano sui chioschi e facevano un gran baccano. Abbiamo chiamato la polizia. Senza contare che alle otto di sera c'è gente che dorme già nei sacchi a pelo sotto le logge». La telefonata alle forze dell'ordine - continua il commerciante - «ha avuto il solito esito: la polizia di Stato era impegnata in un arresto, i carabinieri ci hanno consigliato di chiamare la polizia municipale che, però, in questi casi non si vede». Il vero problema, al mercato di piazza Cavour così come nel resto della città, non sono però i senza fissa dimora che trovano riparo tra i chioschi. Anche se la chiusura notturna dei bagni pubblici fa sì che il mercato si svegli ricoperto di bisogni corporali. Il problema vero è lo spaccio. Diventato ormai una forma di commercio "parallela" a quella legale. La considerazione dei commercianti del Piazzone è la più amara: «Vogliono davvero far morire questo Centro commerciale. Se continua così, tra la crisi e la sicurezza che non c'è, finirà che riporteremo tutti le chiavi in Comune...». La vicenda del furto al chiosco di Barbara Lencioni ha avuto uno strascico nella serata di ieri. Quando la donna ha notato uno straniero che passeggiava per il mercato indossando capi assolutamente analoghi a quelli rubati dal chiosco. La commerciante ha chiesto spiegazioni all'uomo, il quale ha risposto frettolosamente di aver acquistato l'abbigliamento a Pisa. Alla richiesta della donna di fermarsi, l'uomo si è messo a correre ed ha fatto perdere le proprie tracce. «Qui ci sentiamo assediati, questo è il termine esatto», commenta Lencioni esausta dalla giornata trascorsa a fare i conti con il furto. L'ennesimo ai danni di chioschi e negozi di una piazza Cavour ormai prigioniera dei giri di spaccio.
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