Il Tirreno

Versilia

Ora Veolia chiede 10 milioni di euro ai comuni versiliesi

L’inceneritore del Pollino
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L’inceneritore del Pollino

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FORTE. Sul tavolo ballano tanti soldi. Troppi soldi. Una danza macabra che fa da contorno ad un contenzioso, quello legato all'inceneritore del Pollino che ancora oggi non sembra trovare soluzione o accordo fra le parti. Veolia, la Società che ha inglobato Tev primo soggetto chiamato a gestire l'impianto, ha dunque chiesto il pagamento di circa 10 milioni di euro ai Comuni versiliesi per un'impropria applicazione della tariffa di smaltimento rifiuti. Somma che si riferisce ad un arco di tempo ben preciso, per intendersi dal 2006 al 2009. In sostanza Veolia applicava una tariffa, i Comuni un'altra ed oggi questa differenza è oggetto del contendere. Da qui i decreti ingiuntivi inviati nei giorni scorsi e che sarebbero già arrivati nei comuni di Viareggio e Camaiore. Per quanto riguarda i due anni successivi, la partita e' aperta ed anche su questo fronte è prevedibile una richiesta economica, sempre da parte di Veolia, a più zeri. Eppure 17 mesi fa l'impianto è stato sequestrato e l'autorizzazione legata all'attività messa in stand by: in sostanza l'inceneritore non va, è chiuso e chissà per quanto tempo resterà inattivo, in attesa che si faccia chiarezza su quanto accaduto in questi anni. Ma le dinamiche procedurali, in questi casi, danno luogo anche a paradossi legali che solo un tribunale può dirimere: chiusura o non chiusura, per intendersi, Veolia chiede soldi. Tornando, però, alla prima richiesta danni, quella da 10 milioni di euro, il Cav, il consorzio dei comuni versiliesi che si è riunito venerdì scorso per fare il punto della situazione, si fa forte di un altro contenzioso, quello che si snoda intorno ad una perizia del tribunale - a firma del consulente tecnico d'ufficio - che rimodulerebbe al ribasso l'applicazione delle tariffe di smaltimento. «Da Veolia è arrivata una proposta di transazione, complessiva, per gli anni dal 2006 al 2009 - precisano dal palazzo. - pari a 5,4 milioni, con 800 mila a carico di Pietrasanta, il resto da suddividere fra gli altri Comuni del consorzio. Un importo decisamente inferiore rispetto a quanto richiesto inizialmente, ma la questione, viste le novità in atto, va ulteriormente approfondita. Per questo motivo giovedì prossimo i sindaci torneranno ad incontrarsi». Anche perché c'è un passo ulteriore da tenere in debito conto: fino ad oggi è Veolia a chiedere ai Comuni versiliesi soldi indietro esibendo l'importo delle fatture emesse in passato che non corrisponderebbero a quanto, poi, effettivamente incassato. A breve potrebbero essere invece i Comuni - con Pietrasanta capofila - a chiedere la rescissione del contratto visto che da quasi un anno e mezzo l'impianto è fermo, passando per una richiesta danni e lo smantellamento dell'impianto a spese della stessa multinazionale.

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