Finanza
Saldi, meno merce sui banchi
Valentina Landucci
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Due vetrine del centro che annunciano i saldi cominciati da due giorni Con la crisi i negozianti comprano meno
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VIAREGGIO. Che il clima, commercialmente parlando, non sia dei migliori lo chiariscono bene i negozi chiusi la mattina del giorno di Befana. Non tutti, ma comunque diverse decine. Giorno festivo? Certo. Ma anche il secondo di saldi nel corso del quale i clienti avrebbero anche potuto approfittare della giornata di liberà dal lavoro e degli sconti per fare qualche acquisto. Ma evidentemente non tutti l'hanno pensata così. Almeno per una parte della giornata di ieri. Del resto è vero che di affari di queste prime 48 ore di svendite di fine stagione non se ne sono fatti tanti: negozi per lo più vuoti nonostante le offerte (quasi tutte comprese tra il 20 e il 50% di sconto rispetto al prezzo pieno) e pochi clienti in giro con pacchi e pacchettini. Restano un ricordo del passato le file di fronte alle vetrine e gli incassi record, soprattutto dei primi giorni di saldi. «Ma è comunque difficile - spiega l commessa di un negozio in Passeggiata - fare un confronto con gli anni passati. Numericamente nella prima giornata di saldi abbiamo incassato meno dello scorso anno. Ma sono cambiati i tempi». C'è la crisi e ci sono modalità nuove con le quali viene affrontata da commercianti e famiglie. Meno merce sul banco. Chi ha già cominciato a girovagare per negozi in queste prime 48 ore di saldi se ne sarà già accorto. Sui banchi e nelle vetrine c'è meno merce in vendita. «I proprietari dei negozi - spiega una commessa di via Battisti - si tutelano contro la crisi acquistando per il venduto. Quindi se le vendite diminuiscono diminuiscono anche i prodotti dentro i negozi». Con la conseguenza che al momento delle svendite non ci sono quasi più magazzini da svuotare. La scelta si restringe a ciò che è rimasto in negozio della collezione autunno-inverno. Che in genere si esaurisce ben prima della fine dei saldi. E così dopo le prime due o tre settimane di sconti in vetrina fanno la loro apparizzione i "nuovi arrivi". Clienti più esigenti. Se la merce in svendita diminuisce (almeno nelle grandi catene commerciali di abbigliamento e accessori) è altrettanto vero che i clienti si fanno più esigenti. «Non vengono a comprare tutto quello che può rappresentare un affare - ci raccontano in un negozio del centro - così poteva funzionare qualche anno fa. Adesso chi entra in negozio cerca esattamente ciò di cui ha bisogno tra gli ogetti in saldo. Se non lo trova non compra». Una decisione inevitabile visto che il budget di spesa medio si è sensibilmente ridotto. «Non è una questione di incertezza per il futuro - racconta Lara, impiegata viareggina madre di due bambine - semplicemente i soldi in tasca sono meno. Lo scorso anno avevo messo in preventivo 400 euro di spesa nel periodo dei saldi. Quest'anno ne spenderò la metà, naturalmente tutti per le bambine». I commenti. «Credo che sia ancora presto per capire come stanno andando le cose - commenta a 48 ore dall'avvio dei saldi il presidente di Ascomn, Graziano Giannessi - dovremo almeno aspettare questo fine settimana per capire come andranno le cose». Giannessi è ben consapevole che non sarà facile recuperare il terreno perso con il calo delle vendite natalizie. «Non è una situazione esaltante - conclude - ma aspettiamo a tirare le somme».
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