La manifestazione
Guardie private fuori dai negozi
Donatella Francesconi
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Ufficio postale e supermercati del quartiere sono stati vittime di rapine Tre rapine in meno di un anno: il Campo d'aviazione pensa a difendersi
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VIAREGGIO. Potrebbero essere "spuntati" dal quartiere i banditi che hanno svaligiato il bancomat dell'ufficio postale all'ex Campo d'aviazione, il giorno prima dell'Epifania, in pieno giorno. Questa è la paura tra i negozianti, pochi aperti ieri mattina, preoccupati per quanto sta accadendo nel quartiere. Tre rapine in meno di un anno (da marzo 2011 ad oggi) solo nella zona intorno a via Filzi, senza contare il supermercato "Penny" di via Pisano preso d'assalto a più riprese, furti compresi. «Ci tengono d'occhio», è la paura. «Su questo non ci sono dubbi», raccontano i commercianti pronti ad organizzarsi: «C'è un'agenzia di vigilanza che ha proposto l'istituzione delle guardie private», raccontano al bar "Barbagianni". «Trenta euro a negozio, in giro ci stiamo pensando, stiamo valutando...». Anche perché ormai non c'è orario in cui sentirsi al sicuro: «Quando ci fu la rapina al Conad erano le sette e mezza di sera, ma alle Poste e alla CariFirenze hanno agito in pieno giorno. Dovremmo garantirci un servizio di sorveglianza lungo tutto l'orario di apertura...». In particolare, dalle cinque del pomeriggio in poi - è la denuncia di chi ha un'attività commerciale - «il quartiere sembra terra di nessuno. Manca l'illuminazione e non si vedono mai le pattuglie delle forze dell'ordine». Anche chi sta aperto fino a tardi, come il noleggio video, sottolinea questo aspetto, in un pezzo di quartiere che aveva fatto della presenza fissa della polizia municipale un fiore all'occhiello. «Ma il quartiere è cambiato - raccontano ancora al negozio di video -: da quando c'è la crisi della nautica sono vuote le case che venivano affittate agli equipaggi o a chi veniva a Viareggio per lavorare in Darsena. Qui intorno sembra il deserto...». Un deserto attraversato da fenomeni criminali come in una qualsiasi periferia. Il giro di spaccio sgominato, un borseggio registrato qualche giorno fa, la truffa all'anziano prima di Natale: «Sono riusciti a farsi accogliere in casa con la scusa di essere amici di un figlio - è il racconto -: l'uomo si è fidato. È bastato un attimo: appena si è allontanato per prendere qualcosa gli hanno portato via il portafoglio e altri oggetti di valore». Poi ci sono le bande di ragazzini. Quelli che hanno devastato il bar della parrocchia di Santa Rita, gli stessi che hanno preso di mira il distributore esterno alla rivendita di video e ai quali non sopravvive una bicicletta nel quartiere. Hanno 12-16 anni, spesso provengono da famiglie con problemi, genitori che hanno avuto problemi con la giustizia, seprazioni pesanti e altro. Il loro passatempo è prendersela con gli anziani, con i più deboli. «Hanno rapinato il bancomat», raccontano due poco più che bambini il giorno dopo il fatto: «Siamo stati noi...», è lo stupido vanto mentre giocherellano con il bancomat fuori uso la mattina di Befana. «Io, comunque, dietro il banco tengo il coltellaccio», ci tiene a fare sapere un commerciante». E non è un bel segnale. L'ASSALTO. Il Conad di via Filzi nel marzo scorso, ed il supermercato Penny di via Nicola Pisano più volte preso di mira nel 2011, ma anche la filiale della CariFirenze e l'ufficio postale nel quale i banditi sono entrati sfondando la vetrata con un'auto alla vigilia dell'Epifania, in pieno giorno. I commercianti dell'ex Campo d'aviazione raccontano la paura di vivere in un quartiere che somiglia sempre più ad una qualsiasi periferia del mondo con tutti i suoi guai.
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