Orari, Pietrasanta mette un freno
Luca Basile
Ma in centro i negozi potranno comunque restare aperti fino all'una
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PIETRASANTA. Negozi e supermercati con la possibilità di tenere aperto fino a mezzanotte in inverno e all'una del mattino durante l'estate, 2 soli giorni di chiusura obbligata dell'attività nell'arco dei 12 mesi - Natale e primo dell'anno - per un orario lavorativo che non dovrà comunque andare oltre le 13 ore. La Giunta Lombardi dice no «alla liberalizzazione selvaggia degli orari: va bene l'elasticità e tenere conto delle esigenze di tutte le parti, ma un limite va posto, a tutela dei residenti (leggi quelli con vista sul centro storico notoriamente ostili alle saracinesche alzate a tarda notte, ndr) e ancora del turismo su scala familiare. Da qui un'ordinanza che fissa alcuni paletti sul nostro territorio» afferma il vicesindaco Luca Mori. Nel marasma generale che in questo momento regna in materia di orari degli esercizi commerciali, Pietrasanta prende dunque posizione, dopo aver analizzato le novità del recente decreto Monti e le norme emanate dalla Regione (che ha presentato ricorso contro lo stesso decreto alla Corte Costituzionale). «Dopo aver concertato con le associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, abbiamo scelto la strada del buon senso e della moderazione - spiega Mori - siamo contrari alla liberalizzazione selvaggia, riteniamo necessaria una minima regolamentazione». L'ordinanza, come detto, si basa su tre punti: i giorni di chiusura fissati sono il 25 dicembre e il 1º gennaio; l'orario di apertura dei negozi e ancora di Conad, Coop e Trony sarà protratto - ovviamente è scelta facoltativa del diretto interessato - dalle 22 alle 24 durante tutto l'anno, mentre dal 1º giugno al 30 settembre gli stessi esercizi interessati potranno restare aperti sino all'una del mattino. «La particolarità della nostra offerta turistica e culturale - continua Mori - vivace in centro così come a Marina, anche in virtù di un ricco calendario d'intrattenimento, di fronte alla totale libertà lasciata dal decreto Monti ci ha spinto ad ampliare l'orario di apertura, ponendo però un preciso limite. Come abbiamo già detto nel tavolo di concertazione, torneremo a riunirci con tutte le categorie qualora si ravvisi la necessità di rivedere la regolamentazione: il quadro normativo è estremamente incerto, con il decreto Monti da un lato, la legge regionale dall'altro, il ricorso presentato dalla Regione alla Corte Costituzionale sulla competenza a legiferare in materia di orari». A corollario del tutto vale la pena di ricordare che coloro con licenza di somministrazione di alimenti e bevande in dote, in primis bar e ristoranti, nel centro storico vedono già fissato alle 24, con proroga una tantum fino alle 2 del mattino, il servizio alla clientela, mentre a Marina sempre bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 3 del mattino, con proroga estesa fino alle 6. Per quanto riguarda le discoteche, lo stop era e resta fissato alle 4 del mattino. Norme che però, come detto, visto il continuo evolversi della querelle, potrebbero essere riviste in presenza di ricorsi, contenziosi e conseguenti sentenze.
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