Finanza
Capitaneria garante della sicurezza
Il Comando della guardia costiera replica al segretario del Pd, Corsetti
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VIAREGGIO. Il Comando della Capitaneria di porto di Viareggio, a seguito dell'articolo "Porto, stop al malgoverno", pubblicato dal "Tirreno" relativamente alle opinioni del segretario del Pd versiliese, Alberto Corsetti, interviene per «esprimere alcune considerazioni che possano consentire un miglior quadro conoscitivo, considerato che il porto di Viareggio ha raggiunto risultati e standard di efficienza tali da fornirgli lustro e prestigio nazionale ed internazionale, grazie alla presenza dell'Autorità marittima che negli anni pregressi ha svolto un'azione amministrativa e di controllo incisiva e tale da essere, inequivocabilmente ed in via unanime, riconosciuta ed apprezzata per la sua eccellenza». Il tutto - ricorda la Capitaneria - «nel rigoroso rispetto di competenze e attribuzioni contemplate dalle normativ». La Capitaneria, continua la nota, «ha infatti sempre amministrato il porto quale bene comune, consentendo lo sviluppo delle diverse attività e favorendo tutti i diversi soggetti controllando le diverse dinamiche senza discriminazioni. La cantieristica nautica viareggina, nella sua interezza, anche grazie allo storico operato della Capitaneria, è così riuscita a porsi quale punto di riferimento mondiale». Nel valutare le opinioni del segretario delle Federazione del Pd, la nota parla di «affermazioni che appaiono quindi destituite di qualsivoglia fondamento e peraltro irriguardose nei confronti del prestigio e dell'operato dell'Autorità marittima e di conseguenza nei confronti di un Corpo della forza armata, istituzione statale che ha riscosso e riscuote unanime consenso e plauso anche in seno ai più alti consessi internazionali». Peraltro - ricorda la Capitaneria - è da circa un decennio «che le competenze gestionali della portualità viareggina sono state trasferite alla civica amministrazione, tuttavia è incontrovertibile la permanenza in capo all'amministrazione marittima delle competenze e delle attribuzioni in materia di sicurezza portuale e dei primari interessi marittimi, intesi nel più ampio significato e finalizzati a tutelare la sicurezza degli ormeggi, la sicurezza della navigazione e la sicurezza delle lavorazioni e della viabilità portuale. Del resto, indipendentemente da quelle che potranno essere le disposizioni promanate dal legislatore regionale, dovrà considerarsi come imprescindibile il ruolo dell'Autorità marittima quale garante della sicurezza come sopra evidenziata (vedasi i recenti provvedimenti ordinatori in materia di alaggi e vari, ormeggi, rimorchio portuale, ecc.), atteso che è questo lo spirito del dettato normativo tanto della legge 84/1994 che della legge 88/2001. Laddove, quest'ultima contempla che "nell'esercizio delle funzioni amministrative afferenti il rilascio di concessioni di beni del demanio marittimo ricadenti nei porti di rilevanza economica regionale ed interregionale, le regioni acquisiscono, con riferimento alla compatibilità dell'uso delle aree e delle opere portuali con gli interessi marittimi, il parere della competente Autorità marittima"». Tanto meno «può sottacersi il fatto che proprio la legge 84/1994, in materia di porti, stabilisca precise competenze in capo alla Capitaneria in relazione al "Piano regolatore portuale" il quale, pertanto, deve essere adottato d'intesa fra Capitaneria e Comune/Regione. Anzi, la creazione di un nuovo soggetto all'interno del quale l'amministrazione marittima che possa fornire il proprio contributo, nell'ambito delle competenze legislativamente attribuite, potrà garantire snellezza e trasparenza amministrativa, nell'interesse dell'utenza portuale». In conclusione, così si chiude la nota, «l'efficacia d'azione e tutela degli interessi marittimi nella più ampia accezione sono stati garantiti dalla Capitaneria anche nei trascorsi decenni dove l'esperienza del Corpo e la professionalità dei suoi uomini hanno prodotto risultati di alto profilo che non possono essere apostrofati maldestramente quale "malgoverno"».
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