Sicurezza
«Noi familiari umiliati dal sindaco»
Lettera a Lunardini sulla vicenda del maxi risarcimento dalle assicurazioni
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VIAREGGIO. «Lei non s'immagina quanto ha umiliato, per primi, i familiari delle vittime e contemporaneamente tutti coloro che si battono per valori di "alta" politica quali la verità, la giustizia e la sicurezza». Lettera al sindaco Lunardini da parte di Daniela Rombi per "Il mondo che vorrei", associazione che riunisce i familiari delle vittime, e Massimo Mencarini per l'Assemblea 29 giugno. Il tema è ancora il risarcimento accettato dal Comune dalle assicurazioni Generali. Due milioni e 800mila euro che sono finiti nel bilancio di assestamento, nonostante i familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 avessero espressamente richiesto che ciò non avvenisse ed il consiglio comunale si fosse espresso a loro favore. «Con la sua scelta - scrivono Rombi e Mencarini al sindaco - ha deciso di rappresentare solo i desiderata del suo partito e la sua carica politica. Dimenticando che la sua carica non è quella datale dal suo partito ma è quella di rappresentare tutta la città ed in modo particolare, in questo caso, il dolore, nella tragedia più grande che Viareggio abbia mai vissuto dopo la guerra». I familiari delle vittime della strage - ricorda la lettera al primo cittadino - «hanno manifestato il loro civile disappunto, accompagnati dalle foto dei cari che non ci sono più, il giorno 10 dicembre con il presidio al Comune. Non abbiamo voluto partecipare alla manifestazione dei partiti di opposizione alla sua Giunta perché non è né nostro ruolo, né nostro compito trasformare il nostro dolore e la nostra dedizione politica in quella, seppur legittima, del dissenso dei partiti. Lei si è lamentato più volte della presenza di bandiere di colore alle manifestazioni. Ma, le chiediamo, dove erano le "sue" bandiere in questi due anni mezzo? Dov'era il suo impegno, oltre quello per il quale non poteva fare a meno? Troppo spesso ci siamo sentiti soli nel rapporto con le istituzioni e i poteri cosiddetti forti, confortati solo dal calore dei nostri concittadini quando li abbiamo invitati a starci vicino. E comunque, sappia che lei è il sindaco anche di quelle bandiere!». Si è chiesto il sindaco - questa è la domanda di Rombi e Mencarini - «del danno morale e giuridico, che procurerà il suo comportamento? Si è chiesto del tormento dei familiari, in bilico tra accettare le condizioni delle assicurazioni o costituirsi parte civile? Quale conforto ed esempio avranno nel sapersi abbandonati dal "primo cittadino" della propria città che mostra più attenzioni al denaro che alle sue ferite? Si è chiesto delle attenuanti giuridiche che lei ha regalato, in un piatto d'oro, ai difensori degli indagati con il suo gesto di baratto per una carica politica che è solo transitoria? Si è chiesto quale ruolo si è scolpito, con questo suo gesto, nella memoria della gente e nella storia della città? Ebbene, si consoli. Questo buco nero da lei voluto fortunatamente è e sarà riempito dagli alti esempi di Riccardo Antonini (il ferroviere licenziato da Fs, ndr) e di quelli che, come lui, si battono per i valori di una vera società civile. Questo solo si ricorderà nella storia di Viareggio. Mediti signor sindaco, mediti. Per recuperare quel ruolo che tutti noi ci aspettiamo e ci aspetteremmo da chi, oggi, ci dovrebbe rappresentare».
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