Sicurezza
Duemila collocati in meno in un anno
Francesco Bertolucci
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A caccia di un posto soprattutto donne e giovani I dati del Centro dell'impiego e le storie di chi cerca un posto
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VIAREGGIO. Trecento iscritti in più e 2mila collocati in meno. L'aggravarsi della crisi economica anche sul nostro territorio è confermata dai numeri registrati dal Centro per l'impiego rispetto all'ultimo trimestre del 2010. Sono cresciuti gli iscritti al Centro di via Virgilio in cerca di un'occupazione: 2414 contro i 2190 del 2010, e al contempo sono calate sia il numero di persone alle quali l'ente ha trovato un impiego, 2440 nel 2011 e 4410 l'anno scorso, che le opportunità messe a disposizione dalle aziende. Più che raddoppiato il numero degli stranieri iscritti, 473 contro i 222 del 2011, e confermato un dato emerso anche nel 2010: la maggior parte degli iscritti in cerca di un lavoro sono donne. Per capire che la situazione non è delle migliori basta passare una mattinata negli uffici di via Virgilio. Sono decine le persone che vi entrano ogni ora per parlare col personale o anche solo per dare una sbirciata alle bacheche. Ognuna, con la speranza di trovare quel lavoro tanto sperato. «Che mi permetta di andare avanti - ci dice Marica, 23enne che viene ciclicamente in cerca di un posto visto che trova solo lavori interinali - ormai trovare un posto di lavoro è come vincere una piccola lotteria. Negli ultimi 4 mesi ho fatto la cameriera per venti giorni in un pub a Lucca, per 2 fine settimana la ragazza immagine e sono stata in prova per fare la segretaria per un contratto che sarebbe stato di 6 mesi. Sta diventando snervante». Soprattutto se bisogna fare i conti con le spese mensili. «Ogni giorno è una guerra per trovare un lavoro - ammette Serena, 51 anni e un passato come imprenditrice - nonostante ci si accontenti di qualsiasi cosa non è semplice riuscire a trovare un qualcosa che ti permetta di pagare affitto, bollette e mettere insieme il pranzo con la cena. Anche per fare le pulizie c'è una concorrenza spietata. Quando va bene, si trovano lavori di dieci giorni, venti al massimo, con salari bassi: venti-venticinque euro al giorno. Come si fa ad andare avanti?». Con la crisi, le offerte sono calate sensibilmente. «Da un paio di anni a questa parte - afferma Elena Amadei, direttore del Centro per l'impiego - quelle provenienti dalle aziende sono diminuite fortemente. Di contro, sono aumentate le richieste, soprattutto di giovani che prima non venivano perché riuscivano a trovar lavoro da soli. Per trovare lavoro a più persone, ci vorrebbe una banca nazionale del lavoro con tutte le offerte italiane di modo che si possa riuscire a soddisfare più richieste». Nelle bacheche del Centro per l'impiego, si trovano parecchie offerte provenienti dall'estero coi lavori più svariati: dal tester di videogame a Francoforte al montatore di infissi in Belgio passando dall'aiuto cuoco o l'assistenza clienti in Gran Bretagna. Da molti, i lavori oltreconfine sono visti quasi come l'unica soluzione. «Non ci resta che fare gli emigranti - sospira Stefano, 32 enne laureato in architettura -: è una ipotesi che sia io che altri miei coetanei abbiamo sempre cercato di scartare. Non tanto per l'andare fuori dall'Italia ma perché è diventata una soluzione obbligata. È triste ma se vogliamo poter vivere possiamo solo fare così».
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