Sicurezza
Buio pesto per i dipendenti della Polo Nautico
Donatella Francesconi
A fine gennaio la cassaintegrazione diventa straordinaria. Un problema che riguarda soprattutto il gigante-Fipa, mentre va avanti la produzione di chi realizza soprattutto scafi in acciaio. Sindacati preoccupati
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Futuro nero per la Darsena e la grande nautica. L'anno 2012 non sembra portare niente di buono, anzi. A fine gennaio i destini di Polo nautico balzano di nuovo alla ribalta: «Terminano infatti le 52 settimane di cassaintegrazione ordinaria - ricorda Lamberto Pocai, segretario della Fiom Versilia - e sarà necessario fare ricorso a quella straordinaria». Nell'area dell'esperienza nata dalle ceneri dell'ex cantiere Sec si lavora a due marce, spiega ancora Pocai: «I cantieri che producono yacht in acciaio non hanno porblema di attività perché la produzione va avanti. Ci possono essere questioni aperte dal punto di visto finanziario, ma il lavoro c'è. altre realtà, invece, a partire da Fipa non riscono a piazzare colpi sul mercato». La Fiom, sembra di capire nelle parole del segretario versiliese, non esclude di ragionare, a fine mese, «di un intervento soldiale» per la cantieristica all'ombra di Polo nautico. In un quadro all'interno del quale sembra sfumare qualsiasi confronto possibile su quella frammentazione delle aree che l'azienda consortile, oggi nelle mani dell'amministratore unico Riccardo Cima, persegue con forza ormai da tempo. Fino a ricorrere alle vie legali. Ma non è quella di Polo nautico l'unica situazione i cui nodi dovranno venire al pettine entro gennaio: tra i cantieri chiamati a definire la propria posizione c'è "Euroyacht" che al momento ha in cassaintegrazione i propri dipendenti e, di conseguenza, anche quelli della principale azienda appaltatrice che è "Euronavi". La prospettiva disegnata da Pocai è che si apra «una procedura di concordato verso la messa in liquidazione dell'azienda». Tutta aperta, ancora, la vertenza della "Geonav": la trattativa è aperta per capire se vi sia spazione per ricollocare il personale in base alle scelte che la multinazionale americana farà fuori dalla provincia di Lucca. La politica. In questo panorama desolato, va detto, l'unica voce che si leva dal mondo della politica locale è quello di Sinistra ecologia e libertà. Che, per bocca di Paolo Puccinelli, punta dritto alle banche: «Occorre da subito richiamare ad ogni livello ed in ogni occasione le banche presenti sul territorio ad un più serio e cosciente contributo. È necessario un lavoro di confronto e convincimento verso di esse in grado di superare l'attuale sbagliato atteggiamento delle stesse sia nei confronti delle aziende, soprattutto le piccole, e sia nei confronti degli artigiani e dei commercianti cittadini. La possibile uscita da questa drammatica situazione richiede davvero l'impegno e la condivisione da parte di tutti i soggetti presenti».
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