Gioco
«Porto, stop al malgoverno»
Donatella Francesconi
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Cantieri e Capitaneria sotto accusa in vista della nuova Autorità portuale Corsetti (Pd Versilia) accusa Capitaneria e imprese
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VIAREGGIO. In treno a parlare di porti. Capita tra vecchio e nuovo anno, con il segretario della Federazione versiliese del Partito democratico, Alberto Corsetti, di ritorno da Firenze. Dove si moltiplicano gli incontri in vista della Conferenza programmatica regionale del Pd, prevista tra fine aprile e primi di maggio. Tra i temi che la Versilia si trova ad affrontare, anche in vista dell'appuntamento, quello dell'istituenda Autorità portuale. Per la quale "bollono" in pentola novità rispetto al testo della proposta di legge circolato nei mesi scorsi. Tra queste, il posto concesso alla Capitaneria di porto nel Comitato portuale. Un passaggio sul quale Corsetti ha una posizione che farà discutere. «La non conoscenza della realtà - argomenta duro il segretario del Pd versiliese - porta a fare errori, anche politici, molto forti: il malgoverno del porto da parte di Capitaneria e grandi imprese ha comportato non solo l'accaparrarsi di beni pubblici in mano di pochi privati, ma anche il mancato sviluppo delle potenzialità produttive delle piccole e medie imprese della nautica che sono la ricchezza produttiva della nautica toscana». Un «intreccio tra livelli istituzionali, settori economici e Capitaneria di porto» all'interno del Comitato portuale della nuova Port Authority - mette in guardia Corsetti - «crischia di riconsegnare un ruolo significativo e decisionale, sulla programmazione e gestione degli ambiti portuali, a quelle due componenti che hanno "malgovernato" il porto negli ultimi decenni, concessioni demaniali comprese». Le parole di Alberto Corsetti mettono bene in luce lo scontro in corso e la posta in gioco: «Riportare la Capitaneria ad avere un ruolo decisivo nell'assegnazione delle concessioni demaniali rappresenta un grave errore politico, istituzionale ed economico che contrasta anche con le sentenze della Corte Costituzionale (numero 89 e 90 del 2006), richiesta dalla stessa Regione Toscana, proprio in riferimento a Viareggio. Corte che ha ribadito come spetti ormai alle Regioni la competenza amministrativa sui porti turistici». A proposito di Comitato portuale non mi sembra la presenza della Capitaneria l'unica questione aperta... «Si parla di un posto per un rappresentante della Camera di commercio. Allora, mi chiedo: e i sindacati, la Cna, la pesca? La nautica ed il porto sono una realtà complessa e molto articolata. Credo che il ruolo della Consulta debba essere considerato un punto fondamentale nell'articolazione delle scelte di intervento che ormai risultano vitali per il nostro porto. Il segretario generale dell'Autorità si dovrà misurare con le componenti della Consulta che rappresentano in modo completo il tessuto dell'economia della Darsena e quindi la città». Tutto ciò detto, è vero che nella nuova bozza di legge è stato modificato l'assetto del Comitato portuale? «Non ho visto la bozza. So che ci sono state pressioni. Credo che l'ipotesi originale - presidente della Regione, 2 assessori regionali, sindaco, assessore comunale e presidente della Provincia - fosse la più istituzionalmente corretta». Ma quale sarà il reale ruolo dell'Autorità portuale che si va definendo? «Il ruolo dell'Autorità regionale rischia di avere meno peso nei settori economici se non verrà prevista la pari norma nazionale (articolo 25 delle legge 84/94) che consente all'Autorità di "svolgere in tutto o in parte servizi di interesse generale finalizzati a fornire caratteri di sistema all'intera area portuale promuovendo anche la costituzione di una o più società, tra le imprese operanti in porto, riservandosi in esse una partecipazione. Come del resto saranno indispensabili i riferimenti a quegli elementi di sviluppo che vincolino la nuova istituzione alla realizzazione delle opere, pubbliche e private, previste dal Piano regolatore portuale, anche in via urgente. E serve anche chiarezza sulla stessa definizione delle dotazioni finanziarie per l'attuazione di opere o di attivazione di servizi in porto, compreso l'impiego dei proventi delle concessioni di aree o di attività». Se ciò non avvenisse? «Avremo l'ennesimo Ente fortemente caratterizzato dagli aspetti burocratici».
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