Il Tirreno

Versilia

«Mungai abbagliato dalle royalties»

L’impianto di compostaggio di Pioppogatto
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L’impianto di compostaggio di Pioppogatto

Egisto Sani sull'accordo Falascaia/Pioppogatto

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 VIAREGGIO. Egisto Sani, che ha rappresentato fino a giugno 2009 il Comune di Viareggio nella Commissione tecnica di vigilanza degli impianti di Falascaia e Pioppogatto, interviene sull'accordo Falascaia/Pioppogatto che il Consorzio ambiente Versilia, presieduto dal sindaco di Massarosa, Franco Mungai, ha recentemente concluso con Veolia. «Mungai - scrive Sani - ha sostenuto sulla stampa che i piani industriale e tariffario predisposti dalla sua amministrazione costituiscono le basi per un accordo complessivo con Veolia, in grado di chiudere, in tempi brevi e in un sol colpo, anni di contenziosi legali. Pilastri dell'accordo sono la definizione di una nuova tariffa basata sull'introduzione di un tetto massimo tariffario fissato in 152/tonnellate, il dimezzamento del debito accumulato dai comuni verso Veolia ed un contributo straordinario di 500mila euro quale risarcimento per il danno d'immagine causato ai Comuni dalla chiusura di Falascaia. Le contropartite per Veolia sono sicuramente assai più cospicue: estensione di 10 anni del contratto di concessione esistente, ampliamento delle potenzialità di trattamento dell'impianto di Pioppogatto da 110mila a 135mila ton/anno e costruzione e gestione di un impianto di compostaggio da 45mila ton/anno».  Sani ritiene probabile che «il sindaco di Massarosa, abbagliato dall'importo delle royalties connesso al sopraddetto ampliamento di capacità produttiva, incremento corrispondente a non meno di 490mila euro/anno (circa 7 euro/ton per 70mila tonnellate conferite) da sommare ai 770mila euro già attualmente incassati, dimentiche come la tariffa definita nell'accordo fotografa uno scenario impiantistico/gestionale per molti aspetti non più esistente. Si è accorto il sindaco di Massarosa che nella tariffa "virtuale" presentata sono, ad esempio, conteggiati costi di gestione di Falascaia legati ad attività dell'impianto ormai da tempo dismesse? Ha realizzato che la sua proposta tariffaria comporta l'impegno a pagare oneri di ammortamento per un impianto che, dopo quattro anni di blocco, dopo lunghi quanto inutili tentativi di riavviarlo ed in assenza di autorizzazione alla marcia, può essere considerato morto e sepolto?».  I Comuni della Versilia, grazie alle quote di ammortamento fin qui pagate - ricorda Sani - «sono proprietari di 10/19 di due impianti, Falascaia e Pioppogatto, aventi un valore contrattuale stimato in 64 milioni di euro ammortizzabile in 19 anni. Leggendo i giornali è difficile capire come le proposte avanzate da Mungai possano tutelare il capitale 16-17 milioni di euro fin qua investito dai cittadini versiliesi nell'impianto di Falascaia. Dalle dichiarazioni si evince che, anziché tentare di recuperare l'investimento milionario sin qua fatto, si impegnano i cittadini versiliesi a corrispondere, mediante la proposta tariffaria avanzata, la quota di ammortamento residua. Riconoscere a Veolia 31-32 milioni di euro per l'inceneritore di Falascaia è proprio quello che dovrebbe essere evitato». Un ulteriore punto di attenzione è quello dei costi derivanti dalla dismissione dell'impianto di Falascaia e dalla bonifica dell'area pertinente all'impianto: «Il decommissioning di Falascaia è un'operazione che vale, al minimo, 3-4 milioni di euro. Mungai, all'interno del suo progetto di revisione del sistema integrato della Versilia, dovrebbe essere più preciso, ragguagliandoci su chi in futuro sarà chiamato a fronteggiarne i costi».  La strada che dovrebbe essere percorsa nell'interesse dei Comuni proprietari - conclude Sani - «pare ben diversa da quella prospettata da Mungai. Essa dovrebbe puntare al recupero della cifra versata a Tev per un impianto di fatto non funzionante, fermo da anni e per il quale Tev ha continuato a percepire milioni di euro mediante una tariffa che ormai non fotografa più la realtà degli impianti di trattamento rifiuti della Versilia».

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