Trasporti
«Edem, l'idea del parco è giusta»
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RECUPERO. I capannoni dellex Edem a Valdicastello Ex dipendenti al sindaco: «Area da recuperare»
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PIETRASANTA. La scelta di acquistare l'ex Edem di Valdicastello, fatta dall'ex sindaco Massimo Mallegni e contestata dall'attuale primo cittadino Domenico Lombardi, non era sbagliata. Ad affermarlo sono Francesco Cipriani e Enio Mancini, dipendenti dell'ex Edem miniere e convinti del progetto di recupero del parco minerario. Per realizzare - con il coinvolgimento economico di altri enti - un'attrattiva turistica sulle radici culturali dell'alta Versilia. È chiaro, infatti, che un intervento del genere non può essere sostenuto solo dal Comune di Pietrasanta. «Riteniamo di dover intervenire in merito alle dichiarazioni del sindaco Lombardi», affermano Cipriani e Mancini. Che scrivono: «Già negli anni '80-'90, prevedendo una dolorosa chiusura dell'attività, proponemmo all'allora proprietà la trasformazione in attività turistico-culturale della miniera di Monte Arsiccio nel comune di Stazzema. Nel 2003, anno in cui fu acquistata la ex Edem, eravamo rispettivamente presidente e segretario dell'associazione XII Agosto di Valdicastello. Fra gli interventi chiesti all'amministrazione di allora c'era l'acquisto e la trasformazione in parco minerario della proprietà Edem. Ci sembra che d'accordo sul progetto di acquisto e recupero del parco minerario fossero, più o meno, tutte le forze politiche». «Siamo d'accordo con il sindaco che l'importo necessario per la realizzazione di tale progetto è talmente elevato che nessuna amministrazione locale potrebbe permettersi di sostenerlo». «In tutte le sedi, e anche a mezzo stampa - proseguono Cipriani e Mancini - abbiamo sempre sostenuto la necessità di coinvolgere Provincia, Regione e Governo centrale, presentando un importante progetto condiviso di bonifica e trasformazione dell'area della concessione, finanziato da un organismo predisposto (Comunità Europea) come avvenuto per altre località italiane». «Anche il recupero, per ora, della sola area dello stabilimento di Valdicastello favorirebbe la soluzione di interventi strutturali quali viabilità e parcheggi, indispensabili alla frazione. Questi interventi, unitamente alla messa in sicurezza dello stabilimento e del suo recupero, consentirebbero di non disperdere la memoria storica delle miniere, di creare un interessante percorso turistico-culturale alternativo alla costa che, iniziando dalla pieve di S. Giovanni, proseguendo per casa Carducci, raggiungerebbe il sito minerario del Rezzaio. Dove le testimonianze di impianti residui permetterebbero di conoscere i cicli di lavorazione dei minerali estratti, fino alla visita del museo storico minerario». «L'eventuale altra destinazione dello stabilimento e dei siti minerari significherebbe tagliare le radici storiche e culturali di Valdicastello e di altre frazioni dell'alta Versilia, che da generazioni trovano nelle miniere l'unico sostentamento di vita. Saremo romantici, ma ci crediamo ancora».
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