Finanza
Panoramic, richiesta danni da 20 milioni
Gabriele Dini
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Lex hotel Panoramic a Lido Nuova disputa legale: gli ex-soci Fronte Mare fanno ricorso al Tar contro il Comune
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LIDO. La guerra sull'ex-hotel Panoramic si arricchisce di una nuova battaglia. A tornare alla carica è un gruppo pratese di soci della società Frontemare (nel frattempo fallita). Stavolta il campo di battaglia per la disputa legale è il Tar anche se il "casus belli" resta lo stesso: una richiesta di danni per oltre 20milioni di euro rivolta al Comune di Camaiore. Il motivo? Il comune avrebbe impedito, con una serie di «errori» (come si legge nel ricorso presentato per conto dei suoi assistiti dall'avvocato Massimiliano Gabbiani), alla Fronte Mare di realizzare i progetti di ristrutturazione dell'ex-hotel (per i quali era già stato siglato un accordo con la vecchia proprietà). La vicenda è già finita più volte al centro cronache. Ed ha già partorito una causa civile, già estinta, tra la stessa società Fronte Mare e il Comune. La disputa avrebbe portato anche all'apertura di un'inchiesta penale, tutt'ora in corso, scaturita da una serie di ricorsi fatti pervenire alla procura di Lucca. D'altronde il boccone è grosso, visto che al posto dell'ex-hotel stanno sorgendo 22 appartamenti di lusso realizzati dalla società Giglio Immobiliare di Enzo Giannecchini (di cui è azionista di maggioranza la Finedil). Ma, come fa sapere l'avvocato Gabbiani, gli ex-soci della Fronte Mare (si tratta della famiglia di imprenditori Pacetti che in passato hanno anche gestito il Costes di Forte) non contestano la realizzazione dei lavori e l'operato delle ditte che li stanno eseguendo. Tutto il ricorso, consegnato al Tar e fatto recapitare in Comune all'inizio della scorsa settimana, ipotizza una serie di «errori» da parte del comune di Camaiore. Questi errori avrebbero impedito alla Fronte Mare di realizzare i progetti per i quali erano state richieste autorizzazioni favorendo il passaggio della proprietà alla Finedil (per una cifra attorno ai 9 milioni di euro) e causando un danno materiale ai soci della cooperativa. Per questo il legale dei soci (che adesso agiscono come singoli cittadini visto che la società non esiste più) chiede ancora una volta danni per 20 milioni di euro per i mancati introiti, più altri 500mila euro per le spese effettuate. Ora la palla passa al Tribunale amministrativo regionale che dovrà esprimersi sullla fondatezza del ricorso. Dopo la prima richiesta di danni da parte della Fronte Mare (la causa civile si è esaurita nel frattempo senza portare ad alcuna conclusione) il sindaco Giampaolo Bertola aveva sporto querela affermando che l'iter procedurale seguito dal comune era stato corretto e che dietro le richieste della società pratese c'erano secondi fini. La guerra continua.
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