Sicurezza
«Voglio la verità sulla morte di Franco»
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Unimmagine di Franco Panariello Panariello, tramite il suo avvocato, chiede che vengano chiariti i misteri sulla tragedia
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VIAREGGIO. «Su questa morte ci sono molte ombre, la famiglia vuole che sia fatta chiarezza su cosa è accaduto». Sono dure le parole usate dall'avvocato Cristiano Baroni, il legale viareggino al quale Giorgio Panariello ha affidato il compito di tutelare gli interessi della famiglia per la morte del fratello Franco, trovato senza vita due sere fa in un'aiuola della Terrazza della Repubblica. Un'autopsia che lascia aperta la possibilità dell'overdose ma che esclude la violenza. E poi la conferma delle tre persone ufficialmente indagate per la morte di Franco Panariello. Per loro - un giovane di Pietrasanta e due donne versiliesi - le accuse sono omissione di soccorso e omicidio colposo. Oggi è previsto un incontro in Procura a Lucca tra il Pm Stefano Amodeo e la polizia. Da valutare i primi risultati dell'autopsia effettuata dal medico legale Stefano Pierotti (all'esame ha assistito anche il medico Giorgio Puntoni, incaricato dall'avvocato Tiziana Pedonese, legale di due degli indagati). Sembra ormai sicuro che nella serata è stato fatto consumo di droga. Fondamentale è però anche capire chi ha portato lo stupefacente alla festicciola e, naturalmente, se è stata la sostanza a uccidere Panariello. Sembrerebbe invece appurato - come risulta dalle dichiarazioni rilasciate alla polizia - che, dopo essersi sentito male, Panariello sia stato lasciato dagli amici di fronte al bagno Zara per paura delle conseguenze legate al fatto che si trattasse di una persona famosa. L'autopsia eseguita da Pierotti è durata cinque ore. Il medico legale non si è pronunciato sulle cause della morte, anche se ha confermato che una delle piste seguite è quella dell'overdose che avrebbe provocato un arresto cardiaco. «Saranno i successivi esami istologici e tossicologici a chiarire maggiormente le cause - dice il medico - non c'è stata violenza sul corpo dell'uomo e l'ipotesi dell'overdose è una delle piste che sono seguite, però al momento non è possibile stabilire la causa esatta del malore come pure l'orario». Secondo amici e conoscenti Franco Panariello aveva smesso di far uso di droga da qualche anno. Ma in caso di ricadute una persona che ha sottoposto il suo fisico ad abusi di quel genere per anni, ha molte probabilità di avere problemi. I sanitari del 118 hanno trovato il cadavere con un residuo di temperatura corporea, come se fosse morto da poco; era poco prima della mezzanotte, le 23.48, e Franco Panariello potrebbe essersi sentito male poco prima. Le tre persone che erano con lui (due donne e un uomo), tutti indagati, avrebbero spiegato la loro versione dei fatti agli inquirenti, confermando l'uso di stupefacenti da parte di Franco Panariello. All'autopsia ha assistito anche il legale della famiglia Panariello Cristiano Baroni: «La famiglia ha chiesto riservatezza e massimo rispetto per il loro congiunto - ha detto il legale - ma anche che si chiarisca chi ha causato il decesso di Francesco Panariello». Francesco Panariello - che da tempo viveva a Pietrasanta - aveva trascorso i giorni di Natale con il fratello e alcuni parenti. Poi la sera del 26, come raccontano alcuni conoscenti, ha detto di essere invitato ad una cena con amici a Viareggio. In quell'occasione sarebbe avvenuta la tragedia. G.D.
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