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Versilia

«Le concessioni devono superare il 2015»

M.T.
<b>APPELLO A MONTI. </b>Beppe Bianchi del bagno Elena di Lido mostra l&#146;sos al premier
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APPELLO A MONTI. Beppe Bianchi del bagno Elena di Lido mostra l’sos al premier

Il senatore Baldini: scadenza da annullare con il Milleproroghe

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 VIAREGGIO. Serve una proroga, a tutti i costi. Altrimenti sarà quasi impossibile evitare la messa all'asta delle concessioni demaniali.  Il senatore del Pdl Massimo Baldini, che assieme alla collega di centrosinistra Manuela Granaiola è sempre stato in prima fila nella lotta anti-Bolkestein, lo dice chiaramente nell'assemblea dei balneari al Principe di Piemonte.  «Il nostro obiettivo - spiega Baldini - è inserire la proroga delle concessioni nel Decreto Milleproroghe che a giorni dovrebbe vedere la luce in Parlamento». In pratica, verrebbe rinviata la scadenza attuale delle concessioni, fissata al 31 dicembre 2015. A quando? C'è chi vorrebbe il 2030, altri si acconterebbero del 2020.  Ma prima di parlare della data, e di dare numeri a caso, c'è una considerazione da fare: un'ulteriore rinvio della scadenza scatenerebbe, probabilmente, una nuova procedura d'infrazione a carico dell'Italia da parte dell'Unione Europea. Il che fa temere che si tratti di un obiettivo solo simbolico.  Baldini e Granaiola, tuttavia, dicono il vero quando spiegano che al momento i tempi tecnici sono stretti. Sembra assurdo, ma il 2015 arriva troppo presto perché il Parlamento riesca ad approvare una legge quadro sul Demanio, che è molto complessa e richiede mesi di studio. E senza questa legge le aste sono praticamente certe. Da qui, spiegano i senatori, la necessità di portare la scadenza delle concessioni a dopo quella data. Anche la commissione di saggi nominata dalla Regione, non a caso, punta a ottenere un rinnovo, aggirando il principio dell'evidenza pubblica.  Baldini, poi, ha spiegato che in caso di aste i bagni devono puntare forte sull'indennizzo. «Bisogna prevedere - dice - un risarcimento pari al valore commerciale dell'impresa, che pagherebbe chi subentra al vecchio concessionario. È ovvio che questo tipo di vincolo, oltre a garantire un indennizzo a chi perde la gara, fa sì che ci sia un rischio molto alto di contenziosi. Questo scoraggerebbe gli eventuali partecipanti alle aste».  Al di là se sia corretto o meno prevedere degli ostacoli sulle gare pubbliche, il che lascia piuttosto perplessi, già l'eurocommissario Michel Barnier rifiutò il concetto delle aste con i paletti. Come fa il Governo a preparare una legge che apre il mercato e che convinca l'Unione Europea, ma allo stesso lascia le cose come stanno? Mah.  Infine, si è parlato abbondantemente di facile e difficile rimozione, l'aut aut che angoscia i bagni e di cui abbiamo spiegato sopra i "rischi" imminenti per la categoria. «È chiaro - ha detto Baldini - che va ridefinito una volta per tutte il principio per cui il bene viene incamerato oppure no».

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