Il Tirreno

Versilia

Polemiche sulla gestione del tesoriere nazionale delle Misericordie

«Monciatti non ha presentato il bilancio preventivo 2012»

Donatella Francesconi
Roberto Monciatti e la sede della Misericordia in via Cavallotti
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Roberto Monciatti e la sede della Misericordia in via Cavallotti

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VIAREGGIO. Non c'è pace in casa della Misericordia. Da via Cavallotti al quadro nazionale che vede un pesante scontro interno che può essere seguito attraverso il sito "Misercordia on line". Dal quale si apprende che «il tesoriere confederale Roberto Monciatti il 20 dicembre ha inviato una lettera ai consiglieri nazionali, alle Conferenze regionali ed ai Coordinamenti zonali nella quale comunica che non verranno autorizzate spese aggiuntive a quelle necessarie alla gestione ordinaria. "Tale decisione - scrive Monciatti - è conseguente alla circostanza che le entrate accertate per il 2012 non sono sufficienti a coprire oneri eccedenti a quelli fissi e di struttura già in essere"».  Una decisione, quella del presidente (in fase di "ritiro", come annunciato a luglio) della Miserciordia di Viareggio che non ha mancato di far discutere. «È curioso», viene fatto notare sul sito, «che il Tesoriere lamenti la carenza delle "entrate accertate per il 2012" quando, per primo proprio lui, non ha adempiuto all'obbligo statutario di presentare un bilancio preventivo al Consiglio nazionale.

È quella la sede istituzionale nella quale si assumono le scelte che, avendo l'obiettivo del pareggio di bilancio, riguardano sia il fronte delle spese che delle entrate. Dopo essersi fatto autorizzare una gestione "sulla parola" senza uno straccio di bilancio preventivo ora Monciatti intende assumersi personalmente il compito ragionieristico di far quadrare i conti confederali al di fuori ed al di là di ogni decisione del Consiglio nazionale».  Il fatto che i responsabili della gestione confederale avessero eluso l'obbligo della approvazione del bilancio preventivo - ricorda il sito - «aveva provocato le rimostranze di un gruppo di consiglieri nazionali che erano sfociate nella iniziativa del consigliere Sergio Ripa che, prima con una lettera inviata al Collegio dei probiviri ed al Collegio dei sindaci revisori e poi con un ricorso, aveva formalizzato il dissenso».

Già in occasione del bilancio nazionale 2011 Monciatti aveva rischiato di scivolare sull'olio bollente delle contestazoni: «Ritengo che la documentazione sia assolutamente insufficiente - scriveva un anno fa la consigliera nazionale Anna Rita Casini -: sia per i numeri che non comprendo, sia perché non è minimamente desumibile la linea politica che dovrebbe essere sottesa ad un bilancio di previsione». Contestati anche i risparmi indicati nel documento firmato da Roberto Monciatti, a cominciare dal taglio alle riunioni del Consiglio nazionale. «Si risparmia sulla democrazia», era uno dei commenti sul sito.

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