Il Tirreno

Versilia

«Che ne sarà dell'Asl e del nostro ospedale?»

La protesta in occasione dei consigli comunali riuniti
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La protesta in occasione dei consigli comunali riuniti

Bilanci in rosso, l'intervento di Caprili: aprire subito un confronto che coinvolga tutti

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 VIAREGGIO. «Anche la sanità è chiamata a pagare - ancora una voLta, come sempre del resto - l'obolo alla crisi economica e finanziaria». Milizade Caprili, consigliere comunale e presidente della Croce Verde, interviene sui bilanci in rosso dell'Asl Versilia.  «Magari - prosegue Caprili - se avessero permesso al direttore generale dell'Asl, Giancarlo Sassoli, di prendere parola nel corso della inutile riunione dei consigli comunali della Versilia sulla sanità forse lo stesso ci avrebbe resi edotti del vero stato della nostra Asl. A questo punto ci sono domande da porre e con un certo vigore: che cosa sarà di noi, della Asl, del nostro ospedale unico? Che cosa sarà di noi versiliesi che - cito da una fonte "ufficiale" e cioè il "Profilo di salute della Versilia 2011" - abbiamo una "speranza di vita alla nascita" tra le più basse della Toscana: un anno meno rispetto alla media regionale, per la precisione? Di noi che avremmo bisogno, quindi, certo di stili di vita e condizioni ambientali diverse ma anche di una sanità sempre più attenta. Alcune delle cose che Giancarlo Sassoli dice sono chiare: non solo non si assumerà ma non verranno reintegrati nemmeno i pensionati. Immaginiamoci il carico di lavoro - già oggi pesantissimo - su medici, infermieri, tecnici e quant'altri operano in ospedale. Altre affermazioni, invece, andranno chiarite. Cosa vuol dire "Tale contesto pone sicuramente problemi in ordine alla sostenibilità economica del livello quali-quantitativo dei servizi sanitari fino ad oggi garantiti alla popolazione"? Quali servizi, quali riduzioni o, ancor peggio, cancellazioni? Ed ancora, quando si parla di "riorganizzazioni sinergiche per tutta una serie di servizi non indispensabili a livello di singola azienda", riorganizzazioni che dovrebbero avvenire all'interno dell'Area vasta, che cosa s'intende nel concreto? Sappiamo che è un lavoro difficile dirigere e far quadrare i conti nella sanità. Siamo anche convinti che a nessuno verrà in mente di tagliare servizi o ridimensionare prestazioni, senza una adeguata discussione».  È bene - conclude Caprili - «descrivere senza infingimenti la situazione. Finalmente si supera il livello di ipocrisia che consigliava - come mi è stato detto più volte - di non parlare delle criticità perché si sarebbe fatto dell'allarmismo. Una discussione, quindi, e a tutto tondo, con enti, società, collaborazioni, consulenze insieme, doverosamente, all'uso delle medicine, alle prescrizioni di strumentazioni diagnostiche costose e ai trasporti sanitari».

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