Gioco
Strage, lungo confronto tra familiari delle vittime e ministero dei trasporti
A colloquio con la commissione di indagine Baccelli: clima di grande disponibilità all'ascolto
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VIAREGGIO. È stato un lungo confronto, quello di ieri tra Viareggio, con il suo disastro ferroviario, e la Commissione di indagine sulla strage istituita dal ministero dei trasporti, Direzione generale per le investigazioni ferroviarie. Lungo e serrato. Con Daniela Rombi a guidare il gruppo costituito dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli, oltre agli avvocati Antonini, Dalle Luche, Dalla Casa, Bartolini e al consulente di Provincia e parti lese, ingegnere Fabrizio D'Errico. L'audizione dei rappresentanti delle parti lese avrebbe dovuto durare tre ore. Ma si è concluso nel pomeriggio e si è svolto, commenta Daniela Rombi, presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei", nata per riunire i familiari delle vittime, «in un clima molto disponibile e molto collaborativo». Annunciato, peraltro, dalla lettera che Marco Pittaluga - a capo della Direzione del ministero per le indagini ferroviaria - aveva voluto inviare all'associazione e alla sua presidente nei giorni scorsi. La prima parte del confronto - racconta Rombi al telefono mentre attende di ripartire da Roma (ma la locomativa si è guastata!) - è stata centrata «sui tempi che la commissione si sarebbe data per chiudere la propria relazione». La richiesta arrivata da Viareggio è stata che la commissione attenda i rinvii a giudizio, così da poter avere accesso agli atti che la Procura ha messo insieme ma che non sono ancora disponibili: «Solo così sarà possibile - ha spiegato Daniela Rombi - avere tutte le informazioni necessarie a formare davvero un quadro completo». Lungo è stato il confronto tecnico tra gli ingegneri della commissione e l'ingegnere Fabrizio D'Errico (Politecnico di Milano): «D'Errico è stato bravissimo», commenta il presidente Baccelli, «così come incredibile è stata Daniela Rombi. Con il peso della morte di sua figlia nel disastro lungo i binari è riuscita a a far ascoltare per ore la voce degli altri familiari e di una città che non ha mai smesso di chiedere giustizia e sicurezza lungo i binari». Il presidente della Provincia aggiunge che «l'incontro si è svolto in un clima di grande disponibilità all'ascolto». Il messaggio che Daniela Rombi (con lei c'era il marito, Claudio Menichetti), i familiari delle vittime e Viareggio hanno voluto fare arrivare alla commissione, e al ministero, è chiaro: «abbiamo letto con attenzione e soddisfazione la relazione della commissione di indagine sull'incidente di Vaiano, avvenuto solo una settimana prima del disastro ferroviario di Viareggio, e abbiamo apprezzato le conclusioni con le prescrizioni data affinché non possa capitare ancora. Bene: per la strage di Viareggio contiamo sul fatto che le prescrizioni siano almeno 32 volte maggiori rispetto a Vaiano...». A questo primo incontro, a quanto si è capito, potrebbe seguirne almeno un altro. Così come richiesto dalle parti lese, dagli avvocati e dai tecnici.
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