Il Tirreno

Versilia

Cinque i milioni dovuti a Tev, invece di dieci. L’impianto accoglierà rifiuti da quattro province

Pioppogatto salva i conti pubblici

Marco Pomella
L’impianto di Pioppogatto visto dall’alto
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L’impianto di Pioppogatto visto dall’alto

Mungai agli altri sindaci: c'è l'accordo con Veolia sui decreti ingiuntivi

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 MASSAROSA. Meno debiti nei confronti di Tev per i sette Comuni della Versilia: 5 milioni di euro anziché 10. Un riconoscimento del danno morale per la chiusura di Falascaia per altri 500 mila euro. E l'assunzione a Pioppogatto dei lavoratori rimasti a casa dopo lo stop all'inceneritore. Sono questi alcuni degli aspetti positivi dell'accordo che Cav si appresta a stringere con Tev-Veolia. L'ampliamento di Pioppogatto, insomma, "salva" i Comuni dal tracollo.  In sostanza, la decisione (a cui l'amministrazione di Massarosa ha già dato il via libera) per accogliere a Pioppogatto le 135 mila tonnellate l'anno di rifiuti dalla Provincie di Lucca, Massa-Carrara, Pisa e Livorno darà una grande boccata d'ossigeno alle casse di tutti i Comuni della Versilia. Non a caso nei giorni scorsi il sindaco Franco Mungai (che è anche presidente del Cav) ha scritto agli atri sei sindaci versiliesi. «Non prendete in considerazione - dice, in sostanza, nella sua missiva - i decreti ingiuntivi di pagamento di Tev. Entro 30 giorni conto di chiudere l'accordo con Tev-VEolia, e la cancellazione di quei debiti sarà uno degli aspetti centrali». A spiegarci il tutto è lo stesso Mungai. «In questi giorni - dice - stanno arrivando ai vari Comuni i decreti ingiuntivi di pagamento di Tev, per delle fatture non pagate risalenti agli anni 2006-2011. Cifre che abbiamo transato dai 10 milioni iniziali a 5,4 milioni di euro, e che erano già state contestate alla società. Sui decreti si dice di pagare entro 40 giorni. Ho avvisato tutti i sindaci - spiega Franco Mungai - di non muovere azioni su queste notifiche perché, tra 30 giorni, sarà forse chiuso l'accordo con Tev-Veolia, e tra i punti dell'accordo c'è proprio la cancellazione dei vecchi debiti».  In sostanza, quindi, il debito dei Comuni nei confronti della società, dovuto a fatture non pagate, sarà ridotto del 54%, passando da oltre 10 milioni a poco meno di cinque milioni. «In un solo colpo - spiega Mungai - risolveremmo, con una transazione concordata, ben 24 cause che sono in corso». Il resto, il 46%, sarà rimodulato in un piano di rientro dalla società che gestisce l'impianto di selezione e compostaggio dei rifiuti. Nel documento approvato la scorsa settimana dal Comune di Massarosa si fa esplicito riferimento anche ad un "danno d'immagine nei confronti dei Comuni per la chiusura dell'impianto di Falascaia". «Si tratta di altri 500 mila euro che verrebbero riconosciuti ai Comuni - spiega Franco Mungai - per il danno di immagine causato dalla chiusura dell'inceneritore. Ovviamente queste transazioni non pregiudicano altre azioni legali che potranno avviare Comuni, associazioni o cittadini ad esempio per la questione dell'inquinamento atmosferico e della falde acquifere».  Altro aspetto che secondo Mungai è stato preso poco in considerazione è quello occupazionale. «Non dimentichiamo che con questo accordo - conclude - i lavoratori di Falascaia saranno integrati a Pioppogatto. Non si tratta di raddoppiare quest'ultimo impianto - ribadisce - ma semplicemente di ottimizzare la catena produttiva, portando le tonnellate raccolte da 125 mila attuali a 135 mila. Sono convito, nonostante le critiche, che stiamo andando verso la giusta direzione».

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