Il Tirreno

Versilia

In aula. «C’è un clima inquietante». Ma i giudici respingono la richiesta e il dibattimento va avanti

Il cd anti-Mallegni scuote il processo

Matteo Tuccini
<b>IL PROCESSO.</b> Sopra, Massimo Mallegni. A destra, il tribunale Galli Tassi di Lucca
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IL PROCESSO. Sopra, Massimo Mallegni. A destra, il tribunale Galli Tassi di Lucca

«Violazione della privacy»: gli avvocati dell'ex sindaco chiedono lo stop

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 PIETRASANTA. «La diffusione di quel cd è un fatto intollerabile. E noi non ci sentiamo tranquilli». La consegna della memoria del pm Salvatore Giannino come regalo di Natale ai pietrasantini provoca la reazione in aula degli avvocati di Massimo Mallegni.  Il caso che sta inquietando la città arriva quindi in tribunale a Lucca, dove si sta svolgendo il processo che vede imputato, tra gli altri, l'ex sindaco. Contro il quale, appunto, la memoria mette nero su bianco le accuse di corruzione, truffa e altro.  Chiesto lo stop. L'avvocato Sandro Guerra, legale di Mallegni, ha confermato che il suo cliente ha presentato una denuncia-querela contro ignoti. E ha chiesto l'interruzione del dibattimento per l'assunzione di nuove prove. Senza ottenerlo: il giudice collegiale ha respinto la sua richiesta. Altro paio di maniche è la questione della denuncia, che probabilmente porterà la Procura ad aprire un fascicolo.  «Consegnato all'uscita della messa». A finire nel mirino degli avvocati difensori non è tanto la segretezza dell'atto - che non è tale, nonostante le polemiche scatenate ad esempio dal Pdl - quanto il fatto che contenga i numeri di cellulare dei numerosi protagonisti del processo. «Si tratta di una violazione della privacy - ha detto Guerra - che genera, tra l'altro, un clima poco piacevole».  In particolare, spiega il legale, a destare sconcerto è il fatto che «il cd venga consegnato anche all'uscita della messa, in una commistione davvero inquietante tra sacro e profano. Come hanno scritto anche i giornali, ormai è diventato una moda: tutti ce l'hanno. Ed è un fatto grave, perché si tratta di un atto con accuse unilaterali: il che è sacrosanto dal punto di vista del pm, ma deleterio considerando che vengono diffuse senza contesto. Vorremmo, poi, sapere come si è venuti in possesso della memoria, visto che non esistono prove di richieste di copie fatte al tribunale».  Richiesta rigettata. Il pm, che ha ritenuto fondate le preoccupazioni della difesa e condiviso la condanna del gesto, non ha però ammesso che il dibattimento venisse interrotto. E i giudici gli hanno dato ragione. Il processo è perciò andato avanti con l'intervento dell'avvocato Graziano Maffei a difesa di Giuliano Baldini e Antonio Benedetti.

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