Il Tirreno

Versilia

Udc con Lunardini: caso per caso

Donatella Francesconi
<b>AVANTI INSIEME.</b> Paolo Spadaccini (a destra) con il sindaco Luca Lunardini
◗
AVANTI INSIEME. Paolo Spadaccini (a destra) con il sindaco Luca Lunardini

Al congresso vince la linea di Spadaccini che si conferma ago della bilancia

3 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. «Ma che credete che si voti con l'opposizione per far cadere la Giunta?». Il re è nudo e a spogliarlo è Andrea Orlandi, esponente dell'Udc, al termine della conferenza stampa indetta per annunciare l'esito di un congresso che vede trionfare la linea di Paolo Spadaccini, presidente del consiglio comunale ed ago della bilancia per la tenuta dell'amministrazione Lunardini. L'incontro finisce con le varie anime dell'Udc che litigano tra di loro, contestando o approvando l'affermazione di Orlandi. Ben riassunta, sia pur con un linguaggio più politico, nel documento approvato nel congresso con il quale viene deliberato di «intraprendere un'azione politica critica con l'attuale maggioranza, valutando ogni volta i singoli provvedimenti, in una posizione di piena libertà e autonomia».  Se alla posizione politica si sommano le dichiarazioni delle segretaria Eva Fabbri (il suo vice è Massimo Verdelli, prima Pdl, poi Lega e ora nel partito dei centristi cattolici), il quadro della vittoria della linea fin qui adottata da Spadaccini è chiaro. «Paolo Spadaccini è il nostro uomo di punta. È iscritto all'Udc e fa vita di partito»: la risposta serve anche a fugare i dubbi, posti da Falcini (Api) sulle voci insistenti che, nelle ultime settimane, avevano dato Spadaccini come transfuga nelle fila del Pdl.  La domanda di Franco Falcini non è semplice curiosità. In ballo, infatti, c'è l'accordo Udc-Terzo Polo come da linea nazionale del partito di Casini. «Questa è la linea che seguiremo», conferma Massimo Verdelli che nella coalizione locale dovrà però vedersela con quel Futuro e libertà rappresentanto in Versilia da Massimiliano Simoni con il quale lo stesso Verdelli si scontrò duramente in sede di Fondazione Festival pucciniano ai tempi della presidenza Simoni. Ma non solo. Proprio Fli, per bocca dell coordinatore comunale Eugenio Vassale, ha detto chiaro e tondo - nei giorni scorsi - che Paolo Spadaccini «è fuori dal Terzo Polo» dopo il voto che ha garantito all'amministrazione Lunardini di portare a casa con successo l'assestamento di bilancio. Quell'assestamento comprensivo di utilizzo del denaro legato ai danni della strage per chiudere i precari conti: «Rivendichiamo in pieno il voto favorevole all'assestamento di bilancio», afferma la segretaria Eva Fabbri. Con buona pace di chi, soprattutto nel Partito democratico, si sarebbe giocato entrambe le mani sul fuoco sul fatto che l'Udc avrebbe abbandonato la strada intrapresa da Spadaccini finendo con il metterlo con le spalle al muro. Alla domanda se anche l'utilizzo del denaro delle assicurazioni per i danni della strage sia «rivendicato», Fabbri risponde: «C'è stata su questo punto una discussione». Con posizioni, aggiunge Guido Gemmi, «che non hanno assolutamente condiviso questa scelta».  Resta il fatto che le mosse di Paolo Spadaccini sono «espressione di tutto l'Udc», ribadisce la neo segretaria. E sulla strada intrapresa un Udc non proprio compatto ha deciso di andare avanti. Al fianco di Lunardini, caso per caso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa