Gioco
Mercoledì lincontro a Roma con la commissione dindagine
Strage, i familiari al ministero: indicazioni perché non accada più
Donatella Francesconi
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Daniela Rombi (a sinistra) alla manifestazione in stazione 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Questo c'è toccato in sorte e questo a qualcosa deve servire: perché non accada più una tragedia come quella del 29 giugno 2009». Feste nell'aria, ma per i familiari delle vittime c'è un appuntamento quasi più importante del Natale. Mercoledì prossimo, 21 dicembre, una delegazione sarà a Roma per l'audizione con la commissione di indagine sul disastro ferroviario di Viareggio, istituita dal ministero dei trasporti, Direzione generale per le investigazioni ferroviarie che fa capo all'ingegnere Marco Pittaluga. A lavorare al "caso" sono stati gli ingegneri Branciamore, Loreto e Lucani che hanno seguito anche l'incidente probatorio. «Ho due cose fondamentali da dire alla commissione - spiega Daniela Rombi -: che non possono circolare cisterne cariche di materiali pericolosi che si squarciano come accaduto a quella dalla quale è uscito il gpl che si è portato via mia figlia ed altre 31 persone, uomini, donne, bambini, ragazzi; e che se a provocare lo squarcio è stato quello che la cisterna ha trovato sui binari, per scongiurare che possa accadere di nuovo, è necessario che la commissione, nel concludere il proprio lavoro prima di quello della magistratura, dia alle Ferrovie indicazioni precise su cosa è possibile fare al meglio delle tecnologie. A maggior ragione considerando che quei maledetti picchetti definiti come "ostacoli" dalle stesse Ferrovie lo sono a tutti gli effetti.». Indicazioni che la commissione ha saputo dare, con abbondanza e precisione, nel caso del deragliamento del treno merci a Vaiano (Prato), avvenuto una settimana prima del disastro ferroviario di Viareggio con il suo carico di morti, lutti, distruzione e ferite. «Solo se la commissione saprà indicare la strada giusta da seguire, e non ne dubito - conclude Rombi - per tutti noi familiari c'è la speranza che un giorno possa essere di nuovo davvero Natale...».
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