Gioco
«Mio figlio disabile escluso dalla recita» Protesta di una madre
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Una recita di Natale in una scuola Ma la scuola replica: è stato solo un malinteso E alla fine il piccolo sarà sul palco con i compagni
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VIAREGGIO. Ha imparato a dire Buon Natale con il linguaggio dei segni. Per poter partecipare alla recita con i suoi compagni di scuola. Ma a pochi giorni dall'evento la mamma viene a sapere che il suo piccolo - che da quest'anno frequenta la prima in una scuola elementare di Viareggio - potrebbe essere escluso da quell'attività tanto attesa. Così la madre accende il suo computer e scrive una lettera toccante e piena d'amore per difendere il diritto del bambino a partecipare alla recita. Poi il chiarimento con la scuola. Tutti i bambini impareranno a fare gli auguri in varie lingue del mondo. E con loro anche il bambino al centro dell'episodio che si esprimerà con il linguaggio che è riuscito ad imparare dopo tanto studio a casa e in classe grazie ai professori di sostegno (che per fortuna, nonostante i tagli, continuano a poter assistere i ragazzi). «Fin dall'inizio è stata quella la nosta idea - spiega la responsabile della scuola (i nomi di tutti i protagonisti della vicenda, pur se in nostro posesesso, vengono tenuti nascosti per tutelare il bambino ndr) - far esprimere i bambini in tante lingue per far capire l'importanza della fratellanza e della solidarietà». In attesa del giorno della recita, che si svolgerà la prossima settimana, restano le parole di quella madre che si è sentita ferita. E che valgono come monito contro le discriminazioni. «All'inizio avevo molte perplessità quando ho mandato mio figlio a scuola - spiega la donna - come mamma temevo che non si sarebbe integrato bene visto la differenza di ambiente tra la scuola materna dove tutto è gioco e la scuola primaria dove i bimbi devono imparare cose che il mio bimbo non potrà mai fare. Invece l'esperienza si sta rivelando positiva, e l'inserimento della lingua dei segni un'ora al mese anche alla sua classe è una bella iniziativa per aiutare chi lo circonda a comunicare con lui senza grosse frustrazioni da nessuna parte». Poi il grande timore che quel lavoro svolto potesse interrompersi. «In questo periodo - continua la madre - il bambino ha partecipato alle prove della recita Natalizia con tutti i bimbi della scuola, e lui ha imparato un breve augurio nella lingua dei segni, una cosa molto carina da vedere. Venerdì mattina c'era la prova generale e sono stata invitata a vederla, arrivata a scuola mi viene detto che Leonardo farà la prova ma non potrà fare la recita nel luogo scelto per l'evento per vaghi problemi organizzativi. Passato un iniziale sbigottimento ho chiesto spiegazioni che non mi hanno convinto. Insomma non riesco a vedere dove sta il problema se un bimbo disabile fa un breve saluto. Il punto è che mi è sembrata una discriminazione, l'ennesima. Come non bastasse quella che la vita già gli ha riservato». Stavolta sembra che la storia si concluda bene. Malinteso o no, il bambino parteciperà alla recita con i compagni. Per far capire che ognuno, nel grande teatro del mondo, può fare la sua parte in base alle sue possibilità. G.D.
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