Il Tirreno

Versilia

«Pioppogatto, pronti alla rivolta»

<b>IMPIANTO. </b>Il consiglio comunale A destra Pioppogatto
◗
IMPIANTO. Il consiglio comunale A destra Pioppogatto

La furia dei comitati e dell'opposizione: il raddoppio è un colpo di mano

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSAROSA. I comitati promettono battaglia, e annunciano mobilitazioni nell'intera Versilia. Il Pdl afferma che «il nostro territorio è stato svenduto». L'Udc che «Massarosa sarà la nuova Peccioli». È un coro unanime di critiche, quello che si solleva contro la decisione del consiglio comunale di Massarosa di raddoppiare Pioppogatto e accogliere 135mila tonnellate di rifiuti provenienti dalle province di Lucca, Pisa, Livorno e Massa-Carrara.  I più infuriati sono i comitati, soprattutto quelli che con una lotta di anni erano finalmente riusciti ad ottenere la chiusura dell'inceneritore di Falascaia. «Altro che perla del Tirreno - commenta Daniela Bertolucci del comitato "Tutela ambientale della Versilia" - diventeremo la discarica della Toscana. I sindaci avevano promesso assemblee pubbliche sulla questione rifiuti. E invece il sindaco di Massarosa con un colpo di mano ha dato il via libera a tutto». Contestano non solo il raddoppio dell'impianto di Pioppogatto («con tutto quel che ne consegue a livello di rifiuti trattati e di Css prodotto»), ma anche la gestione prolungata di altri 10 anni a Tev/Veolia.  «Come si fa a fidarsi - dice Bertolucci - di chi è già stato beccato con le mani nella marmellata? Perché negli accordi non si parla di tariffe e nessuno ci spiega come siamo arrivati a queste cifre? Perché non si parla dello smantellamento di Falascaia, né della bonifica dei canali inquinati?».  Sulla stessa linea d'onda il comitato Coasver, e il comitato cittadino di Piano del Quercione. «Un fatto grave e inaccettabile - commenta il presidente Enzo Del Bucchia - siamo pronti a manifestare per tutta la Versilia per contrastare questa scelta».  Critica anche l'opposizione. «Non si può in due giorni presentare una delibera così delicata in commissione e poi in consiglio ed approvarla in fretta e furia. Non abbiamo - dice Fabio Francesconi (Pdl) - alcun elemento per valutare cosa comporterà il raddoppio di Pioppogatto, per quanto riguarda le ripercussioni sull'ambiente, sulla salute dei cittadini, sull'economia della zona. Non sono chiari - aggiunge il capogruppo Pdl - quali vantaggi potremmo ricavarne. Per anni si è criticato il contratto Daviddi, e oggi si lascia alla stessa società che ha gestito Falascaia la gestione di Pioppogatto per ulteriori 10 anni. Il sindaco ha detto che il rischio era di essere commissariati: ma in questo modo siamo comunque stati commissariati dall'Ato. Hanno svenduto il nostro territorio. Perché Mungai fa passare nei consigli di frazione documenti senza alcuna importanza ma questo l'ha tenuto ben nascosto fino a 48 ore prima?».  Duro anche il giudizio dell'Udc. «Mungai&Co hanno fatto - dicono Claudio Marlia e Alberto Coluccini - un colpo di mano, approvando in fretta e furia un documento di questa importanza, senza prima averne parlato con nessuno, neanche con i comitati. Si doveva usare prudenza nei confronti di una società che già è coinvolta nei fatti di Falascaia, e invece gli si affida a occhi chiusi un impianto di cui si sa ancora poco. Era questo - chiedono, con ironia - che la sinistra intendeva quando parlava di una Massarosa pulita e turistica? Rischiamo di diventare peggio di Peccioli: lì almeno l'impianto è loro, qui sarà gestito da una società privata».  Più blando invece il giudizio del candidato sindaco del Pd a Camaiore Alessandro Del Dotto. «Massarosa ha avuto il coraggio di intraprendere una strada giusta. Ma sia chiaro: a Camaiore non si prenderanno decisioni del genere se non ci sono garanzie almeno sullo smantellamento di Falascaia e sulla bonifica dei canali. Su questo aspetto, lo stesso sindaco Bertola si è detto d'accordo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa